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VILLA ADRIANA: NELLA DIMORA DELL’IMPERATORE

Dopo avere visitato Civita di Bagnoregio e il Sacro Bosco (o Parco dei Mostri) di Bomarzo, lasciamo la Tuscia spostandoci lungo la via Tiburtina. La nostra meta principale è Tivoli, antica città romana che conserva un patrimonio artistico eccezionale, in cui spicca Villa Adriana. La villa, fatta costruire dall’imperatore Adriano tra il 118 e il 138 d.C., si estendeva per una superficie addirittura superiore a quella dell’intera città di Pompei ed era formata da una serie di edifici circondati da vegetazione rigogliosa. Oggi la superficie su cui si estende è di 120 ettari e tutto ciò che ha resistito al trascorrere dei secoli e ai frequenti saccheggi costituisce una vasta area archeologica, di cui siamo andati alla scoperta con l’ausilio di una guida (essendo la prima domenica del mese, l’ingresso era gratuito. Con 5,00 € abbiamo potuto beneficiare della visita guidata).

Superata la biglietteria, si percorre un viale alberato per una decina di minuti, per poi raggiungere un piccolo edificio in cui si trova un plastico che riproduce le fattezze della villa ai tempi di Adriano. L’entrata vera e propria è costituita dai resti del muro del quadriportico: la parete rimasta, seppur ancora imponente, è fortemente rimaneggiata, perché nei secoli successivi non soltanto gli invasori, ma anche gli abitanti della zona, hanno prelevato marmo, pietra e altri materiali utilizzando la villa come cava di materiali edili e riserva di pietra dalla quale estrarre calce.

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Due degli edifici che componevano Villa Adriana, oggi un’affascinante area archeologica

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Gli ulivi che si incontrano poco dopo i resti del quadriportico

L’imperatore Adriano in realtà trascorse pochissimo tempo nella Villa: instancabile viaggiatore tra le province del suo vasto impero, quando commissionò la costruzione dell’edificio decise di ispirarsi a tutto ciò che lo aveva colpito maggiormente nelle sue esplorazioni. Per questo motivo troviamo rimandi alla Grecia e all’antico Egitto.

Tra i primi edifici che si incontrano, spicca quel che resta del Teatro Marittimo: un isolotto circondato da un canale e da colonne, che sorge nei pressi di un altro edificio un tempo imponente, la Biblioteca Greca.

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Villa Adriana, il Teatro Marittimo

Non mancavano le terme, quelle dell’edificio più antico erano con “heliocaminus” ossia riscaldate sia dai raggi del sole sia da un sistema che consisteva nel far circolare in intercapedini sotto il pavimento e nelle pareti aria calda proveniente dal forno. Ad esse si aggiungevano le Piccole Terme e le Grandi Terme.

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Terme con heliocaminus di Villa Adriana

La parte più famosa e fotografata (quella che mi fece dire: “Un giorno ci andrò!” quando alle superiori la vidi in un libro di storia dell’arte) è il Canopo con il Serapeo. Si tratta di una costruzione ispirata all’antica città di Canopo, in Egitto, in cui era presente un tempio dedicato a Serapide. Intorno all’acqua del canale si ergono colonne e statue, anche se un tempo erano molte di più e, secondo gli studi effettuati, emergevano anche dall’acqua, circondate da siepi e fiori. Un’area che evocava il Nilo, un ambiente esotico probabilmente dedicato a banchetti e feste.

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Il Canopo e il Serapeo

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Il Canopo, una delle zone più suggestive di Villa Adriana

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Le statue del Canopo

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Tra le rovine di Villa Adriana

Un’altra particolarità di Villa Adriana consiste nella presenza di ambienti collocati ad un livello inferiore; questa sorta di sotterranei permetteva probabilmente di trasportare e conservare le merci che occorrevano per la vita quotidiana della villa senza disturbare la famiglia imperiale e il suo seguito.

L’estensione della villa lascia attoniti e passeggiando in quello che oggi appare come un parco con resti archeologici imponenti il tempo scorre velocemente. Senza la guida non avremmo potuto riconoscere le funzioni degli edifici di un tempo, mentre grazie al suo racconto e ad un po’ di immaginazione abbiamo potuto rievocare i fasti imperiali.

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La Sala dei Filosofi troneggia con un’imponente abside, ormai senza più copertura, mentre occorre maggiore fantasia per immaginare la funzione dell’Edificio con Peschiera, spogliato dei marmi, dei mosaici e delle ricche decorazioni che un tempo lo ornavano, ma del quale resta una grande vasca – la peschiera appunto – circondata dai resti di alcune colonne.

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La Sala dei Filosofi

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L’edificio con peschiera

Non occorre essere archeologi per apprezzare la bellezza di queste rovine illustri, il fascino che esercitano è palpabile. Ogni pietra rimasta in piedi, ogni colonna, ogni statua segnata dai secoli, reca una storia che ci viene raccontata grazie a chi ha portato alla luce tutto questo. Passeggiando tra gli olivi, che hanno sostituito gli sfarzosi giardini originari, e tra le fronde di altri alberi, giungiamo al Tempio di Venere. La statua della dea è priva di testa e di braccia, chissà com’era stato scolpito il suo viso…Con quest’ultimo sforzo d’immaginazione, concludiamo la nostra passeggiata tra le rovine. Una visita interessante in uno degli inestimabili beni del patrimonio culturale italiano che, in qualche modo, riesce a fare ancora sentire la propria voce, nonostante predazioni, saccheggi e scorrere inesorabile del tempo.

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Il tempio di Venere

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7 pensieri su “VILLA ADRIANA: NELLA DIMORA DELL’IMPERATORE

  1. Simone ha detto:

    Villa Adriana è uno di quei posti bellissimi che andrebbero visitati con una brava guida, per non rischiare di rimanere vittime di penniche improvvisate tra una colonna corinzia e un quadriportico affrescato. Ci sono stato più volte (abito a poco più di 40 km da Tivoli) e, scherzi a parte, merita sicuramente una visita approfondita. Spero che tu abbia avuto modo di visitare anche la celebre Villa d’Este e la meno famosa (ma altrettanto bella, se non più bella) Villa Gregoriana per le quali attendo i tuoi post!!!

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    • SognandoViaggi ha detto:

      Ciao! Senza una guida preparata, ma non troppo prolissa nelle spiegazioni, la visita sicuramente avrebbe perso fascino 🙂 Sì, ho avuto modo di vedere sia Villa d’Este che Villa Gregoriana, ma sono rimasta indietro con i post…urge recuperare! Buon weekend!

      Piace a 1 persona

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