Sfinge museo egizio

MUSEO EGIZIO DI TORINO: un incredibile viaggio nel tempo

Carpe diem! Ecco cosa mi sono detta mentre tornavo dal lavoro un giovedì sera. Il giorno seguente era prevista una giornata di chiusura aziendale, ma anziché cedere alla tentazione di abbandonarmi sul divano e recuperare gli episodi delle serie TV arretrate, perché non esaudire un desiderio che rimandavo da molto tempo? Senza ulteriori indugi ho acquistato un biglietto del treno che in un paio d’ore mi avrebbe portata a Torino. Destinazione: Museo Egizio!

Avevo visitato il Museo Egizio a 8 anni, in gita scolastica. Avevo ricordi vaghi e offuscati di quella giornata, ma una sola certezza: ne ero rimasta entusiasta! Quel viaggio nel tempo, nella storia di una civiltà così affascinante, mi aveva colpita: tutto mi era sembrato così grande, maestoso, magico ed avevo utilizzato i soldini dati dalla mamma per l’acquisto di un segnalibro a forma di papiro, che negli anni purtroppo avevo smarrito. 26 anni dopo, i parecchi centimetri d’altezza in più non hanno intaccato quella sensazione di grandezza e stupore che avevo provato allora. Al termine della visita, ho acquistato un nuovo segnalibro a forma di papiro, in ricordo della bimba che ero e che vive ancora in me con tutti i suoi sogni.

Sfinge museo egizio

Sfinge nella Galleria dei Re

Museo Egizio: organizzare la visita

Il percorso museale si snoda su 4 piani, per un totale di 10.000 mq di esposizione che ripercorrono la storia della civiltà Egizia attraverso la seconda collezione più vasta e preziosa dopo quella del Cairo. I reperti seguono un ordine cronologico e tematico, facendo sì che il viaggio nel tempo avvenga attraverso le fasi in cui si suddivide la storia degli Egizi (Epoca predinastica, dinastica, Antico Regno, Medio Regno e Nuovo Regno). Indispensabile l’audioguida, inclusa nel prezzo del biglietto.

Come arrivare – il Museo Egizio di  Torino si trova in via Accademie delle Scienze, ad un quarto d’ora circa di cammino dalla stazione di Torino Porta Nuova. La fermata metro più vicina è Porta Nuova, ma è possibile raggiungerlo comodamente anche in autobus (linea 58 o 58b) e tram (4).

Biglietti – Il biglietto intero costa € 15,00, il ridotto per visitatori dai 15 ai 18 anni € 11,00, dai 6 ai 14 anni € 1,00, gratuito per i minori di sei anni. E’ possibile optare per la visita guidata, prenotandola anticipatamente. I biglietti acquistati online prevedono una maggiorazione di € 2,00 ma consentono di saltare la fila all’ingresso. Le visite guidate sono a pagamento e solo su prenotazione.

Tempo da dedicare alla visita – Il percorso completo è di circa 2,5 km e la durata media della visita è di 2 ore e mezza / 3 ore. L’audioguida presenta differenti opzioni a seconda del vostro tempo a disposizione e dal grado di interesse. Per i bambini l’audioguida prevede un commento speciale, capace di catturare la loro attenzione trasformando la visita in una sorta di caccia al tesoro.

Museo Egizio Torino

Museo Egizio di Torino: un affascinante viaggio nel tempo

Un percorso espositivo che lascia senza fiato

Oltrepassata la biglietteria, le scale mobili conducono sino al piano ipogeo, dal quale comincia la visita. Impostate l’audio guida in base al tempo che volete dedicare al museo e…iniziate il viaggio nell’Antico Egitto! 

Piano -1: viene proposta una breve storia del museo, una sorta di introduzione a ciò che vedrete in seguito. Si tratta del più antico museo di antichità egizie del mondo, fondato nel 1824. I reperti esposti sono 3.300, ma il museo ne custodisce in totale oltre 40.000, considerando ciò che è conservato nei depositi. Nelle sale è esposto anche il Canone Reale (o Papiro di  Torino), che consentì di ricostruire la successione dei sovrani Egizi.

Piano 2: la visita prosegue al 2° piano, dove incontrerete una mummia predinastica. Cos’ha di particolare? E’ antichissima e si trova nella posizione fetale in cui fu ritrovata, all’interno di una cavità. A quel tempo, infatti, il corpo veniva posto in una buca nel deserto, in modo che l’essiccazione naturale permettesse di conservarne le membra. L’arte della mummificazione fu introdotta solo in seguito.

mummia museo egizio

Mummia predinastica al Museo Egizio di Torino

In questo piano incontrerete le Gallerie della Cultura Materiale e la suggestiva Tomba degli Ignoti, così chiamata perché non vi erano iscrizioni che potessero permettere di dare un nome alle persone sepolte. A colpirmi è stata la mummia esposta: a differenza delle altre, presenta le gambe bendate separatamente e il suo volto è disegnato sulle bende stesse. Gli oggetti che servivano ad accompagnare il defunto nel suo viaggio nell’Aldilà vi stupiranno ugualmente per il loro straordinario stato di conservazione: sandali, specchietti, tessuti, ciotole. Tutto sembra essere appena stato posato nella tomba. Eppure sono passati circa 4.000 anni!

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La particolare mummia rinvenuta nella Tomba degli Ignoti

Tra le sale più interessanti, quella dedicata alla Tomba di Iti e Neferu, anch’essa scoperta a Gebelein come la Tomba degli Ignoti. Si tratta di due personaggi benestanti, il tesoriere del re e sua moglie, e le pitture disposte alle pareti mostrano scene di vita quotidiana, dalla caccia al raccolto. Oltrepassato lo spazio espositivo dedicato alla tomba, ci si addentra nel Medio e Nuovo Regno.

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Tomba di Iti e Neferu

Piano 3: il terzo piano è dedicato alle esposizioni temporanee. Ho avuto modo di visitare la mostra “Archeologia invisibile“, inclusa nel prezzo del biglietto d’ingresso; attraverso reperti e contenuti multimediali, rivela come sia possibile “interrogare” un oggetto, scoprendo la sua storia grazie alle nuove tecnologie.

Piano 1: Il percorso prosegue tra sarcofagi, papiri o oggetti spesso a dir poco curiosi, come il trasgressivo Papiro Erotico (in cui goliardicamente sono rappresentate disinibite scene di nudo) e l’ostrakon di una danzatrice, che sfida i canoni artistici egizi rappresentando la ballerina in movimento, con il corpo inarcato.

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Ostrakon della ballerina

Suggestiva anche la Cappella di Maya con i suoi affreschi: si tratta di una delle tombe scoperte da Schiapparelli nei primi anni del ‘900.

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La Cappella di Maya

La tomba di Kha, architetto del faraone, e di sua moglie Merit è una delle sale ad avermi colpita maggiormente: i preziosissimi sarcofagi sono doppi e tripli, la parrucca (di capelli veri) di Merit posta nella tomba perfettamente conservata, così come i tessuti, la biancheria, il vasellame, i prodotti di bellezza e gli arredi. L’immenso corredo funerario dei due benestanti coniugi e l’aspetto dei sarcofagi, imponenti e finemente decorati, testimoniano l’importanza della coppia.

tomba di kha

La Tomba di Kha

Tomba di Kha Museo Egizio Torino

Sarcofago di Merit, la moglie di Kha

Impossibile non restare colpiti dal Libro dei Morti: quello rinvenuto nella tomba di Kha è un lunghissimo papiro di 14 metri, risalente al 1.500 a.C. circa. Al pari degli altri libri dei morti conservati nel museo, attraverso geroglifici e immagini serviva al defunto per arrivare preparato di fronte ad Osiride. Lì, il suo cuore sarebbe stato pesato su una bilancia, mentre sull’altro piatto il dio Anubi avrebbe posto una piuma. Soltanto se il cuore fosse risultato più leggero della piuma sarebbe avvenuto il passaggio nell’aldilà. Nel tribunale di Osiride, inoltre, gli sarebbero state poste domande al cospetto delle altre divinità, ma grazie al Libro dei Morti il defunto avrebbe superato la prova. Cosa sarebbe accaduto se il cuore fosse risultato pesante? Il defunto avrebbe conosciuto la vera (e dolorosa) morte tra le fauci di un mostro con la testa di coccodrillo.

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Dettaglio di uno dei Libri dei Morti custoditi all’interno del Museo Egizio

La Galleria dei Sarcofagi è lungo e interessante susseguirsi di sarcofagi e mummie, appartenenti al Terzo periodo intermedio e dell’epoca tarda (1100-600 a.C.), tra i quali figurano quelli dello scriba Butehamon e delle cantatrici di Amon. Seguono le altrettanto d’impatto sale tematiche dedicate agli amuleti, che servivano a proteggere il defunto nel suo viaggio verso l’Aldilà, e alle mummie animali. Sapevate che sono presenti mummie di svariati animali, dai gatti ai cani, passando per coccodrilli e persino un babbuino? Ammetto che ne sono rimasta impressionata, soprattutto quando ho appreso che talvolta gli animali costituivano una sorta di sacrificio al dio di riferimento, quindi non venivano mummificati dopo la loro morte naturale, ma spesso venivano uccisi appositamente… La mummia di toro che vedrete, invece, non contiene il corpo dell’animale, ma ne ha solo le fattezze.

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Galleria dei Sarcofagi, il sarcofago di Butehamon

mummie animali Museo Egizio

Mummia di cane

Mummie di coccodrillo

Mummie di coccodrilli

Una “chicca” è rappresentata dal laboratorio di restauro, visibile al pubblico attraverso una vetrata: vedere professionisti intenti nell’opera di restauro dei reperti è sbalorditivo!

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Il laboratorio di restauro

Impossibile non provare tenerezza di fronte al corpo mummificato di un bambino di quattro anni, Petamenofi. Dalle iscrizioni, si pensa che la mummia della madre sia conservata a Berlino. Il pensiero di mamma e figlioletto che riposano così distanti mi ha trasmesso un senso di malinconia.

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Mummia di Petamenofi

Piano 0: La visita si conclude scendendo al piano terra, un vero tripudio di storia e fascino in un crescendo che conduce sino alla Galleria dei Re, la sala scenograficamente più sbalorditiva, progettata dal premio Oscar Dante Ferretti. L’atmosfera rimanda ad una notte stellata, le statue sono illuminate da luci soffuse. Le due Sfingi accolgono solenni il visitatore, il cui occhio viene catturato dal colosso di Teti II, una scultura alta 5 metri per un peso di 6 tonnellate. Ai  lati, i più grandi faraoni Egizi si susseguono (tra gli altri, Thutmose III, il faraone Horemheb con il dio Amon e Ramesse II).

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Una delle Sfingi nella Galleria dei Re

galleria dei re

Il colosso di Teti II, che domina la Galleria dei Re

Il susseguirsi di 21 sculture di Sekhmet, divinità della guerra con il corpo di donna e la testa di leonessa rappresenta una sorta di invocazione alla dea, in tutte le sue forme.

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Statue della dea Sekhmet nella Galleria dei Re

La grandiosa Galleria dei Re non è però l’ultima sala: il Museo si congeda svelando il tempio di Ellesija, dono del governo egiziano all’Italia per la sua partecipazione al salvataggio di alcuni templi durante la costruzione della diga di Assuan.

Tempio di Ellesija

Tempio di Ellesija

Al termine della visita, il display del telefono mi segnalava che erano trascorse più di tre ore senza che me ne accorgessi. Il tempo smette di scorrere nell’immenso Museo Egizio, o forse sarebbe meglio dire che le lancette scorrono al contrario, trasportando in un’epoca lontana, affascinante con i suoi miti e misteri. Un viaggio dal punto di vista storico e archeologico, ma anche emozionale perché siamo di fronte al vissuto di persone che riposano a migliaia di chilometri dalla sabbia del deserto in cui furono sepolte. Conoscere meglio la loro grandiosa civiltà è un modo per dare un senso al loro viaggio, ma anche per non dimenticarsi di vedere il mondo attraverso gli occhioni sbalorditi dei bambini che eravamo.

 

 

 

 

36 pensieri su “MUSEO EGIZIO DI TORINO: un incredibile viaggio nel tempo

  1. Silvia - The Food Traveler ha detto:

    Abitando a un’ora da Torino, il museo egizio è stata la meta di tutte le gite scolastiche dalla prima elementare fino alla quinta liceo. Ti confesso una cosa: da bambina ne avevo una paura matta! Dopo la visita non riuscivo a fare a meno di pensare a tutti quei corpi… Ma ero una bambina facilmente impressionabile e in effetti quando sono tornata al Museo Egizio lo scorso anno ne sono rimasta incantata! Un posto da vedere assolutamente se si abita in zona (ma anche se si abita lontano).

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Eri una bimba molto sensibile, io lo trovo molto tenero a dire il vero! In realtà avevi già colto “cosa c’era sotto le bende”, quindi in un certo senso eri un passo avanti rispetto a me e alla maggior parte dei bambini, affascinati, ma forse poco consapevoli dall’essere circondati da corpi veri…Da adulti si apprezza ancora di più! 🙂

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  2. Elena ha detto:

    Chiaramente anche io, come te, e come tutti, credo, i piemontesi/lombardi/liguri 🙂 ho avuto il primo impatto col Museo Egizio ad 8 anni, in gita scolastica! Oggi, però, è ancor più bello, riesplorarlo da adulti, con tutte le conoscenze sugli egizi che si hanno, è davvero emozionante! Ed è vero, lì il tempo vola!

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Hai trovato le parole giuste, è un percorso che incanta, sembra davvero di viaggiare nel tempo! Mi ha fatto venire voglia di approfondire le mie conoscenze scolastiche della civiltà Egizia e penso che se un museo riesce a suscitare questo tipo di curiosità significa che è stato allestito davvero con grande cura e professionalità.

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  3. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    Concordo, si tratta proprio di un viaggio nel tempo ed è proprio ben fatto come percorso museale! Anche io non mi sono accorta del tempo che passava! Io ho adorato la Galleria dei Re, diciamo che lasciarla per ultimo è un bel colpo di scena per il visitatore che sembra catapultato realmente nell’antico Egitto! Bello bello, sono contenta che tu non abbia preferito il divano 😉
    Ti abbraccio! 🙂

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Ti consiglio di preventivare circa 3 ore da dedicare alla visita. L’audio guida può essere impostata su durate differenti, ma il percorso completo è indicato con una durata di due ore e mezza (calcola anche qualche sosta fotografica e l’ingresso al terzo piano dove sono allestite le mostre temporanee). Il tempo comunque volerà! Pensa che io, al contrario, dovrò tornarci per esplorare meglio la città, essendomi limitata ai due musei più noti per motivi di tempo 🙂

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Dovrò tornare a Torino, perché purtroppo dovendo tornare con un treno nel tardo pomeriggio ho avuto modo soltanto di vedere il Museo Egizio e il Museo del Cinema. Non sono nemmeno riuscita a salire sulla terrazza della Mole perché un violento acquazzone ha impedito l’accesso! Cercherò di salire su un altro treno al più presto per vedere le altre bellezze che offre la città 🙂

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  4. Claudia Cabrini ha detto:

    Un museo veramente bellissimo nel quale per mia esperienza personale consiglio inoltre di tornare più volte negli anni 😊 Ho gli zii di Torino perciò sono stata abituata a visitare il museo fin da piccola, ma ovviamente quello che recepisci in diverse fasi della tua vita è differente. Sono stata molto felice di averlo rivisitato molte altre volte: ogni volta era diversa e più speciale della precedente!

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  5. Valeria ha detto:

    La tua è veramente una guida completa e accartivante, sembra di stare lì nel museo. L’attuale allestimento trovo che sia fantastico , permette di apprezzare al meglio lea ricchissima collezione che in passato era collocata in modo un po’ dispersivo. Ora invece siè proiettati in percorsi logoci che sono insieme tematici e per datazione, le luci, le spiegazioni , tutto rende le opere esposte più vicine allo spettatore.

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Grazie! Temevo di risultare troppo prolissa, è difficile sintetizzare i punti salienti di un museo così vasto e speciale. Anche a me il nuovo allestimento piace molto, proietta in un’epoca lontana…e fa venire una voglia matta di recarsi in Egitto!

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  6. Giovy Malfiori ha detto:

    Questo è un museo incredibile che, per me, avrebbe bisogno di essere ripensato. La parte allestita da Ronconi è spettacolare. Anche il resto lo è ma è esposto in modo molto vecchio, non so come spiegarmi. Gran posto, da vedere più volte.

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      A me il nuovo allestimento piace molto, la Galleria dei Re è davvero spettacolare, ma mi è piaciuta anche la parte più “classica”; mi è parso ci fosse il giusto mix tra tradizione e allo stesso tempo maniera scorrevole di concepire il percorso di visita 😊 Se fosse troppo moderno secondo me snaturerebbe il fascino dell’antichissima civiltà che ospita.

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