Nel tratto autostradale che separa Verona da Trieste, il cartello che indica il comune di Soave mi ha riacceso una lampadina: diversi anni fa, nel corso di un breve viaggio in Veneto che aveva portato me ed Enri a Padova e Vicenza, avevo letto che anche il borgo di Soave fosse una tappa da non perdere ma, avendo poco tempo a disposizione, la scelta di una terza meta nel nostro itinerario era ricaduta sulla graziosissima Cittadella con la sua cinta muraria. Trovandomi nuovamente in quelle zone, ho proposto alle amiche che erano con me di aggiungere una breve visita nella località veneta nota per le sue mura e per il suo vino. Eccomi quindi a parlarvi di Soave, visitata al tramonto in inverno, pochi giorni dopo Capodanno.

Come arrivare a Soave
Soave si trova in Veneto, in provincia di Verona, dalla quale dista circa 20 minuti (22 km). In auto, partendo da Genova, si percorre la A21 e successivamente la A4, oppure la A7 e la A4. L’uscita è il casello di Soave-S. Bonifacio. Il borgo, inserito nel circuito dei più belli d’Italia, è perfetto da visitare se vi trovate nei dintorni della città di Romeo e Giulietta o di Venezia, oppure potete includerlo in un itinerario dedicato ai borghi fortificati veneti, insieme a Cittadella, Montagnana, Marostica, Castelfranco Veneto ed Este, per citare alcuni dei più suggestivi e noti.
Cosa vedere a Soave in poche ore
Soave è un piccolo borgo fortificato, che colpisce fin dal primo impatto: la cinta muraria trecentesca racchiude il centro storico abbracciandolo nella sua interezza e scorgerete subito la sagoma, svettante in lontananza, del castello. La cittadina si trova tra le colline dei Monti Lessini e la valle dell’Adige, circondata dai vigneti. Soave è infatti la “città del vino”, come si legge poco fuori dalle mura, dove è stata posta una scultura simbolica a forma di bottiglia posta su un carro che si presta a simpatiche foto ricordo. Se non siete astemi come me, considerate di aggiungere anche una visita alle rinomate cantine o una degustazione di vini tipici della zona.


L’auto va lasciata fuori dalle mura (è presente un parcheggio a pagamento), dopodiché sarete pronti per varcare la porta e passeggiare in questo piccolo e graziosissimo borgo, che ha conservato tutto il suo fascino medievale. Il bonus, se lo visitate nel periodo natalizio, sono i presepi: ne troverete di bellissimi e originali in cartapesta all’interno delle chiese, in prossimità del palazzo di Giustizia e a cielo aperto, nelle stradine caratteristiche.
Oltrepassata piazza Mercato dei Grani con la statua di Ippolito Nievo, che visse a Soave da bambino ed è raffigurato mentre gioca al salto della cavallina, si prosegue verso il Duomo di San Lorenzo Martire, il santuario della Bassanella e il Palazzo di Giustizia. A destra, comincia la breve salita che conduce al castello, un’imponente fortezza dalla quale si gode di uno splendido panorama sulla città e i vigneti.


Il castello scaligero risale al X secolo (è quindi più antico di trecento anni rispetto alla mura) ed è visitabile. Purtroppo, essendo arrivata nel paese soltanto nel tardo pomeriggio, mi sono dovuta accontentare di qualche foto alle mura esterne e al ponte levatoio, ma vederlo illuminato dai colori del calar della sera è stato comunque suggestivo.


Dopo aver ammirato i bellissimi presepi esposti nella piccola chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani, che presenta anche i resti di un antico affresco, è giunto il momento di ripartire, questa volta verso Sirmione. Prima, però, impossibile resistere a un ultimo scatto per immortalare le mura su cui era ormai scesa la sera.

