Dell’Alsazia mi era stato riferito che è fiabesca, soprattutto nel periodo natalizio, ma dopo averla visitata devo ammettere che dal vivo è di gran lunga più magica e suggestiva di quanto i tanti contenuti online già mostrino. Da quando Enri non è più con me, non sono una fan del Natale, perché è un periodo che si veste di malinconia; proprio per questo sono partita sì curiosa, come sempre, ma allo stesso tempo senza troppe aspettative. Al contrario, l’atmosfera che si respira in questa regione francese mi ha conquistata fin dal primo impatto: il Natale, in Alsazia, è uno stato d’animo e quasi si discosta dalla dimensione religiosa per abbracciare quella magica e onirica legata all’infanzia, alle leggende, al gioco, alla favola . Le facciate colorate delle case a graticcio si vestono a festa, decorate da peluche di orsetti, omini di pan di zenzero, fiocchi, cicogne e molto altro, le illuminazioni sono un vero tripudio di eleganza e calore, i negozietti di artigianato e souvenir una tentazione continua e ogni scorcio cattura lo sguardo. Ripercorriamo insieme l’itinerario che ho scelto, che mi ha permesso di scoprire dieci tappe in quattro giorni, senza correre. Prima di tutto, però, un piccolo vademecum per organizzare al meglio il viaggio.




- Come organizzare un viaggio in Alsazia: i miei consigli
- Il mio “itinerario perfetto” in Alsazia: le tappe da non perdere
- Giorno 1: viaggio in auto e Mulhouse illuminata
- Giorno 2, i borghi da fiaba: Ribeauvillé, Riquewihr e Kaysersberg
- Giorno 3: Strasburgo e Obernai
- Giorno 4: Colmar ed Eguisheim
- Giorno 5: Castello di Haut-Koenigsburg, Bergheim e Cité du Train a Mulhouse
- Cosa potete vedere se avete un altro giorno a disposizione
- Cosa mangiare in Alsazia
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Come organizzare un viaggio in Alsazia: i miei consigli
L’Alsazia è una regione della Francia stretta tra Germania e Svizzera. Qui, oltre ad attraversare la Strada del Vino, che regala paesaggi interessanti anche d’inverno, si incontrano i borghi pittoreschi che hanno ispirato i creatori del cartoon Disney “La bella e la bestia”, alcuni tra i villaggi considerati tra i più belli di Francia, castelli e città eleganti e curate in ogni dettaglio come Strasburgo, il centro principale della zona, e Colmar.


Quando visitare l’Alsazia? Il periodo migliore, proprio per godere di tutta la magia dell’atmosfera natalizia, è quello invernale. Ho preferito attendere che i mercatini di Natale fossero finiti e, a meno che non vi interessino particolarmente, vi consiglio di fare altrettanto per evitare la fiumana di turisti che dopo Natale non mancano, ma sono meno numerosi rispetto ai giorni che lo precedono. Sono partita il 30 dicembre e rientrata il 4 gennaio.
Temperature ed equipaggiamento. Le temperature invernali sono piuttosto rigide e in alcuni centri, come Mulhouse (strategica per il pernottamento) o in altitudine (Castello di Haut-Koenigsburg) potrebbero verificarsi nevicate. Indossate scarpe comode e isolanti, per sicurezza portate dei doposci (io non li avevo, ma nel paesino di Bergheim mi sarebbero stati utili), mettete nel bagagliaio dell’auto le catene (a noi non sono servite, ma è obbligatorio averle a bordo). Le strade principali sono comunque sempre pulitissime. A Mulhouse al mattino la temperatura scendeva fino a -4°, ma durante il giorno, nei vari posti visitati, si alzava raggiungendo i 2-4°. Sciarpa, guanti, cappello, abbigliamento termico da indossare sotto al maglione o ai leggings e sarete pronti per scoprire l’Alsazia senza congelare. In ogni caso, ne varrà la pena, parola di freddolosa doc!


Come arrivare in Alsazia e come spostarsi? Il modo migliore per visitare l’Alsazia è scoprirla in auto. Se siete del nord Italia e non vi pesa guidare, vi consiglio di raggiungerla in macchina. Da Genova abbiamo impiegato circa 7 ore all’andata, per via di un rallentamento prima del San Gottardo, e appena 6 al ritorno. Per attraversare la Svizzera dovrete munirvi di vignetta autostradale (ovvero di un abbonamento annuale, del costo di 40 franchi svizzeri, circa 45 €). Oggi non è più necessario apporlo fisicamente sul parabrezza, ma è sufficiente acquistarlo sul sito ufficiale registrando la targa online. Per spezzare il viaggio, potete considerare una tappa a Lucerna o a Basilea, che sono di strada. In Francia non pagherete alcun pedaggio: la superstrada, spesso a tre corsie, non è a pagamento ed è comodissima per raggiungere tutte le tappe. Se arrivate in aereo, atterrate a Strasburgo e poi affittate un’auto per visitare il resto della regione. E se voleste visitarla in primavera/estate? Se preferite le temperature miti, sappiate che d’estate le decorazioni natalizie lasciano spazio ai fiori e in quel periodo non mancano le cicogne, che nidificano in questa zona. Tutto l’anno vedrete i loro giganteschi nidi sui tetti delle case, la cicogna è a tutti gli effetti uno dei simboli dell’Alsazia.
Dove alloggiare? Colmar è uno dei centri più pittoreschi e comodi per spostarvi sia a nord verso Strasburgo, Riquewihr, Ribauwillé e Kaysersberg, sia a sud verso Eguisheim e Mulhouse. Il costo degli alloggi, però, può essere proibitivo nel periodo natalizio. Una soluzione economica e comoda è pernottare a Mulhouse, un centro meno noto (ma molto carino e con alcune attrattive adatti a grandi e piccini come la Cité du Train) e con prezzi molto convenienti. Ad esempio, per un appartamento per quattro persone prenotato su Airbnb abbiamo speso circa € 400,00 per cinque notti nel periodo di Capodanno.

Tappe imperdibili e tappe che ho aggiunto all’itinerario (e che vi consiglio!) Ci sono alcuni pilastri da cui partire: non potete perdere Strasburgo (capoluogo e città più grande, ma esplorabile a piedi), Colmar (una bomboniera), Riquewihr (il villaggio della Bella e la Bestia), Ribeauvillé, Kaysersberg ed Eguisheim (considerati tra i più bei villaggi di Francia). I borghi sono piccoli, ma talmente ricchi di scorci pittoreschi che vi fermerete a scattare una marea di foto, garantito! A questi, però, io ho aggiunto: il castello di Haut-Koenigsburg (circondato dalla neve era stupendo), il piccolo paese fortificato di Bergheim, Mulhouse con le sue illuminazioni natalizie e il più grande museo ferroviario d’Europa e Obernai, un paesino delizioso perfetto da abbinare nella stessa giornata a Strasburgo.
Il mio “itinerario perfetto” in Alsazia: le tappe da non perdere
Giorno 1: viaggio in auto e Mulhouse illuminata
Il primo giorno è dedicato allo spostamento in auto, quindi abbiamo raggiunto il nostro appartamento a Mulhouse nel tardo pomeriggio. Potevamo, però, lasciarci scappare l’occasione di vedere la luminarie natalizie? La piazza principale, Place de la Réunion, ospita la Cattedrale, la statua di Saint-Etienne, il Municipio e alcuni palazzi come Casa Mieg e l’antica Pharmacie au Lys, risalente al 1649. Il primo impatto ci ha lasciati stupiti: la luce blu a illuminare la facciata della cattedrale, il rosso per il municipio, l’arancio per i palazzi e il giallo caldo dell’albero di Natale ci hanno accolto e scaldato nonostante il freddo pungente. Il centro storico è pulito e curato, la street art interessante e vi capiterà di imbattervi più volte nel simbolo araldico della città, ovvero la ruota di mulino a otto pale rosse. A Mulhouse, inoltre, hanno sede due musei: quello delle auto d’epoca e la Cité du Train (città del treno), che abbiamo visitato l’ultimo giorno e di cui vi parlerò tra qualche paragrafo.



Giorno 2, i borghi da fiaba: Ribeauvillé, Riquewihr e Kaysersberg
Il viaggio entra nel vivo con un trittico di borghi imperdibili, che vi lasceranno senza fiato: Ribeauvillé, Riquewihr e Kaysersberg. Potete tranquillamente visitarli tutti e tre nella stessa giornata, visto che si trovano tutti lungo la stessa direttrice, a pochi minuti d’auto l’uno dall’altro, lungo la panoramica Strada dei Vini (la distanza Ribeauvillé-Riquewihr, ad esempio, è di 5 km).

Ribeauvillé, il villaggio dei menestrelli
Lasciata l’auto in un parcheggio gratuito a due passi dal centro storico del paese (a proposito, raggiungetelo come noi di buon mattino, perché i paesini durante il giorno si riempiono di turisti e potrebbe essere meno agevole trovare posteggio, oltre che meno rilassante l’atmosfera), la mia attenzione è stata catturata dai nidi di cicogna sui comignoli. Addentratami nel borgo, ho capito cosa significa trovarsi a dicembre in Alsazia: le case a graticcio dai colori pastello della Grand Rue (la via principale), le fontane (come la fontana du Vigneron), le piazze e le facciate degli antichi palazzi sono addobbati con ogni sorta di decorazione. Uno spettacolo sempre diverso, mai ridondante e sempre elegantissimo, divertente, magico.

Lungo la Grand Rue, incontrerete diversi edifici e punti di interesse come: la vecchia dogana, la fontaine du Vigneron, la Casa dei Pifferai, la piazza del Municipio (Place de l’Hotel de Ville) con una fontana e un convento (a proposito, lì vicino vedrete anche un grazioso murale in una postazione di book-crossing).



Uno dei simboli di Ribeauvillé è la Tour des Bouchers, al nr. 70 della Grand Rue, così come la graziosa Place de la Sinne su cui si affacciano bellissime case a graticcio che paiono uscite da una favola dei fratelli Grimm e Place de la République con l’Eglise de Saint-Gregoire. Volgendo lo sguardo verso l’alto, potrete scorgere inoltre le rovine di tre castelli che, volendo, si possono raggiungere attraverso una passeggiata tra i vigneti.





Riquewihr, il paese della Bella e la Bestia
La fama di Riquewihr attira ogni anno moltissimi turisti: le viuzze del suo centro storico (l’unico in salita), su cui si affacciano splendide case a graticcio vestite a festa (gli addobbi lasciano senza fiato) colpiscono per la cura di ogni dettaglio. Una piccola bomboniera tra i vigneti in cui nulla è lasciato al caso. A Riquewihr si trova inoltre la fontana che ispirò i disegnatori Disney nella sequenza iniziale della Bella e la Bestia, quando la protagonista attraversa un paesino francese con la testa immersa nel suo romanzo preferito.






Il centro storico è tutto da esplorare. Prendetevi un po’ di tempo per sbirciare in ogni via, tra cui le principali: Rue du Général de Gaulle e Rue de la Couronne (caratterizzate da bellissime case a graticcio colorate). Tra i punti d’interesse: l’Hotel de Ville con la fontana che ispirò i disegnatori della Walt Disney, la Torre Dolder, Porta Alta e la Tour des Voleurs (purtroppo a dicembre il museo, la prigione e i sotterranei con la sala delle torture non erano aperti al pubblico).



Non dimenticate due famosi negozi: Féerie de Nöel (negozio di giocattoli in rue du Cerf 1) e la Maison des Légendes (casa delle streghe in rue du Cerf 2).
Kaysersberg, il fascino della città medievale
La terza tappa della prima giornata mi ha piacevolmente sorpresa: segnatevi Kaysersberg, perché è una vera chicca! La sua particolarità è essere attraversata dal fiume Weiss, che scorre nel centro storico regalando scorci davvero pittoreschi. Il ponte fortificato con vista sul fiume è uno dei punti salienti.



Nel centro storico, percorrete Rue du Général de Gaulle (anche qui, decorazioni sulle facciate di case e negozi spettacolari), addentratevi nelle vie laterali, fotografate il Badhus, che fu prima un’antica locanda poi convertita in terme comunali, la chiesa di Sainte Croix e le rovine del castello, che dominano il borgo. A Capodanno la salita per le rovine era interdetta perché la sera vi avrebbero fatto partire i fuochi d’artificio, comunque il percorso per raggiungere il castello dura una decina di minuti a piedi.





Kaysersberg a mio avviso deve essere incluso in un viaggio in Alsazia, è un borgo incantevole, da cartolina.
Giorno 3: Strasburgo e Obernai
Strasburgo: la Petite France, la cattedrale e l’eleganza del centro storico
Ho trascorso la prima mezza giornata dell’anno nuovo a Stasburgo, una città elegantissima e curata di cui avevo solo ricordi vaghi, avendola visitata ai tempi della scuola (e all’epoca non me l’avevano mostrata come si deve). Dopo aver lasciato l’auto in un parcheggio libero a cinque minuti dalla piazza principale (un bel colpo di fortuna), mi sono diretta verso la Cattedrale, passando per quella che è stata ribattezzata “via degli orsacchiotti”, Rue des Tailleurs de Pierre. In questo angolo troverete infatti un palazzo decorato con decine di orsetti di peluche. Le foto (ben più di una) di rito sono d’obbligo!

La Cattedrale di Notre-Dame è un esempio di gotico svettante, con le sue guglie e le vetrate colorate che catturano lo sguardo. Nelle vicinanze, potete recarvi all’imbarcadero per un giro in battello verso i canali della Petite France (che consiglio di prenotare in anticipo). Noi abbiamo optato per raggiungere la Petite France a piedi con una breve passeggiata costeggiando il fiume Ill, l’affluente del Reno che attraversa Strasburgo. Nel centro storico, inoltre, ci sono alcune piazzette graziose come Place Gutenberg e Place Kléber.




Oltre alle immancabili case a graticcio della Petite France, nelle vicinanze non dimenticate la suggestiva ed estremamente panoramica zona dei Ponts Couverts (ponti coperti), spingendovi fino alla Diga Vauban (Barrage Vauban): l’ingresso è gratuito e in cima potrete ammirare il panorama più bello di Strasburgo.

Infine, se non li avete visti attraverso la crociera sui canali, prendete l’auto e in un quarto d’ora circa raggiungete il Parlamento Europeo e il Consiglio d’Europa.
Obernai, la sorpresa d’Alsazia
Avendo ancora un paio d’ore di luce a disposizione, necessitavo di una tappa piccola e pittoresca, facile da scoprire e allo stesso tempo caratteristica. La scelta è ricaduta su Obernai, una chicca inaspettata. Questo borgo mi ha sorpresa da subito, perché mentre cercavamo parcheggio il mio sguardo è stato catturato dal campanile della chiesa, dalle casette colorate e dall’atmosfera autentica e più raccolta rispetto a quella dei paesini più battuti dai turisti.




La piazza principale è Place du Marché, in cui si trova il campanile (Kappelturm) e la chiesa di Sainte-Odile. Un’altra chiesa graziosa è quella di Saints Pierre e Paul. Un’esposizione di presepi da vari paesi d’Oriente ha reso ancora più caratteristica la visita.



Obernai, inoltre, era una cittadina fortificata ed è possibile fare il giro dei bastioni.

Giorno 4: Colmar ed Eguisheim
Il quarto giorno ci siamo svegliati con la neve a Mulhouse, del tutto inaspettata! Ma in Alsazia in pochi chilometri il clima può variare di molto, infatti la nostra decisione di partire ugualmente per Colmar è stata quella giusta: a Colmar il sole e il cielo azzurro ci hanno accompagnato.
Colmar, la piccola Venezia d’Alsazia
Colmar è la città alsaziana per eccellenza, quella che è impossibile non visitare. Tutto il centro storico è un gioiellino, a partire dalla Petite Venise, la piccola Venezia, con i suoi ponticelli e canali. Fermatevi sul Pont-St. Pierre per la foto di rito.



Le case graticcio variopinte si susseguono lungo Quai de la Poissonerie, Rue des Vignerons, Rue Turenne e il quartiere dei conciatori, Rue des Tanneurs. In quest’ultimo fermatevi a pranzo approfittando della Sala del Mercato, il mercato coperto dove potete gustare una delle specialità alsaziane (io ho optato per gli spaetzle).



Nei pressi della vecchia dogana, canali, una fontana in pietra e ponti addobbati per il periodo natalizio spingono a soste costanti per immortalare ogni scorcio.

La chiesa più importante di Colmar è la Collégiale Saint-Martin (collegiata di San Martino) e l’interno è sorprendente. Nelle vicinanze, troverete anche alcune delle case antiche più famose, come la Maison des Têtes e Maison Pfister.

Non dimenticate due musei molto particolari: il museo del cioccolato (situato proprio accanto alla collegiata) e il curioso museo del giocattolo. Io sono stata in quest’ultimo che, oltre a essere speciale per i bambini, che hanno la possibilità di giocare oltre a osservare, è un’operazione nostalgia che gli adulti apprezzeranno. Molto simpatici i pannelli che illustrano i giochi “pericolosi” di una volta, come quelli che prevedevano delle particelle di uranio (ebbene sì) per i piccoli chimici in erba.






Infine, una curiosità: a Colmar è nato Frederic Auguste Bartholdi, lo scultore che realizzò la Statua della Libertà. A Colmar è possibile fotografare una riproduzione in scala ridotta (12 metri) del celebre monumento di New York. La trovate al centro di una rotonda a pochi minuti d’auto dal centro di Colmar e nel borgo stesso prestate attenzione alla pavimentazione: di tanto in tanto troverete delle piastrelle col simbolo della Statua della Libertà.


La fiabesca Eguisheim, uno dei borghi più belli di Francia
La giornata si chiude con un borgo che mi ha conquistata, rapita e incantata (si capisce che mi è piaciuto?). Si tratta di Eguisheim, situato a circa un quarto d’ora da Colmar. Si tratta di uno dei villaggi più belli di Francia e non potrei essere più d’accordo: il centro storico con doppia cinta muraria è un gioiello, le case a graticcio con i cortili medievali sono stupefacenti, tanto che ho perso il conto delle foto scattate.



Sulle colline circostanti noterete le rovine di tre castelli (Weckmund, Wahlenbourg e Dagsbourg), mentre passeggiando nel centro storico di Eguisheim vi imbatterete nella chiesa di Saint Pierre et Paul (dove è custodita la Vierge Ouvrante, uno dei 17 esemplari presenti in tutta la Francia di statua della Madonna che si apre nel torso in un trittico, probabilmente utilizzato come reliquiario).






Al centro della deliziosa piazza del mercato, Place Saint-Léon IX, che rappresenta il cuore del borgo, si trova una fontana, mentre il castello di Saint-Léon-Pfalz e la sua piccola ma stupenda chiesetta vi si affacciano.

Proseguendo su rue du Rampart non saprete da che parte guardare per via del susseguirsi di case a graticcio meravigliose.

Un altro angolo meraviglioso è la Cour Unterlinden, con un edificio di colore giallo risalente al XVI secolo.

Giorno 5: Castello di Haut-Koenigsburg, Bergheim e Cité du Train a Mulhouse
Per l’ultimo giorno alla scoperta dell’Alsazia ho optato per una delle mie passioni, ovvero i castelli, scegliendo di visitare il Castello di Haut-Koenigsburg, situato a un’ora circa da Mulhouse in direzione Strasburgo. La sera precedente, visto che la visita non avrebbe portato via più di un’ora, ho pensato di inserire Bergheim (uno dei villaggi ai piedi del castello, situato a circa quindici minuti). C’è stato però tempo anche per una terza divertente tappa, stavolta a Mulhouse: la Cité du Train.

Castello di Haut-Koenigsburg, un sogno sotto la neve
Il Castello di Haut-Koenigsburg circondato da una candida coltre di neve è una delle immagini più spettacolari del mio viaggio in Alsazia. Purtroppo non ho potuto visitarlo all’interno, in quanto quel giorno è rimasto chiuso per il rischio di scivolare in seguito alla nevicata, ma le foto scattate all’imponente esterno e il panorama dal belvedere valevano assolutamente la salita in macchina (parcheggio libero pochi metri prima dell’ingresso). I biglietti sono acquistabili sia sul posto che online e valgono un anno.



Bergheim, il piccolo villaggio medievale ai piedi del castello
Il piccolo borgo di Bergheim accoglie i visitatori attraverso la Porte Haute, la porta di accesso principale. La via centrale è la Grande Route, sulla quale si affacciano le immancabili e pittoresche case a graticcio, mentre di fronte alla chiesa di Notre Dame sono presenti un giardino medievale un piccolo museo della stregoneria (quest’ultimo chiuso a dicembre).



Non abbiamo potuto intraprendere la passeggiata lungo le mura (Promenade des Remparts) per il rischio di scivolamento per via della nevicata di poche ore prima, ma i pochi passi fatti in questo grazioso villaggio me lo hanno fatto apprezzare ugualmente.

Cité du Train a Mulhouse, il più grande museo del treno d’Europa
Infine, abbiamo concluso con una meta che ha gasato il più piccolo del gruppo, ma è stata largamente apprezzata anche dagli adulti: la Cité du Train, ossia il più grande museo ferroviario in Europa. La Cité du Train si trova a Mulhouse, è dotata di parcheggio e consente di ripercorrere la storia delle ferrovie dal XIX secolo ai giorni nostri in 60.000 mq. di esposizione.



Ogni convoglio, dal treno presidenziale ai vagoni ristorante di un secolo fa, da quello della croce rossa a quelli militari, è originale. Nessuna ricostruzione, tutto reale. Su alcuni si può salire, mentre gli interni di altri sono fotografabili dai finestrini che si raggiungono percorrendo delle piccole rampe.

Simpatico e divertente il trenino che a metà percorso si può prendere per sfrecciare tra i treni esposti. Il biglietto costa € 16,00 per gli adulti e € 12,00 per i bambini dai 4 anni anni e gli adolescenti fino a 17 anni.
Cosa potete vedere se avete un altro giorno a disposizione
Se avete ancora tempo, ci sono altre possibili tappe. Vi consiglio Friburgo, nella vicina Germania, con la sua splendida cattedrale. La vidi anni fa e ricordo una città interessante e graziosa.
A pochi minuti da Mulhouse si trova inoltre l’Ecomusée d’Alsace, la ricostruzione di un villaggio alsaziano dell’inizio del XX secolo. Noi lo abbiamo saltato solo perché aveva nevicato la sera prima e temevamo di scivolare, sostituendolo egregiamente con la Cité du Train. Infine, se vi recate in alsazia in primavera o in estate, puntate Hunawihr: in questa località si trovano il Centro di reintroduzione delle cicogne e il Jardin des Papillons, ovvero il giardino delle farfalle.



Infine, potete spingervi nella regione della Lorena (oggi Grand Est) e visitare le graziose città di Nancy e Metz oppure approfittarne per una tappa in Svizzera sulla via del ritorno, come l’incantevole Lucerna oppure Basilea, entrambe di strada per rientrare in Italia.
Cosa mangiare in Alsazia
La mia dieta alsaziana è stata a base di tarte flambée e spaetzle. La tarte flambé somiglia alla nostra pizza, ma l’impasto è molto sottile e il condimento è a base di crème fraîche, pancetta e cipolle. Una variante molto gustosa prevede l’aggiunta di Munster (un formaggio tipico della zona) e champignon. Gli spaetzle invece sono simili a gnocchetti e sono conditi con ingredienti come quelli sopra citati, risultano un piatto caldo e cremoso, perfetto per il periodo invernale. Se amate la carne, potete provare la choucroute (crauti con salsiccia o altre carni e patate), oppure lo stinco di maiale. Impossibile non assaggiare i Bretzel (presenti anche nella versione zuccherata o farciti). Per quanto riguarda i dolci, ho provato il pain d’épices (pane speziato, presente in molte varianti) e il Kugelhopf (simile a un piccolo pandoro, ma dalla pasta più asciutta, farcito con uvetta e mandorle).




In sintesi, visitare l’Alsazia nel periodo natalizio è un’esperienza indimenticabile, che consiglio a tutti voi. Non importa quanti anni abbiate o quanta malinconia vi trasmettano le feste: in Alsazia la magia della favola vi scalderà il cuore!