ATENE, ITINERARIO DI TRE GIORNI TRA MITO E STORIA

Atene mi affascina sin da quando ero bambina. Allora, la mia curiosità era stata destata prima dai miti greci sugli dèi dell’Olimpo, poi dalle immagini sui libri di storia dell’arte. Finalmente, lo scorso aprile sono riuscita a visitarla e le mie aspettative sono state ampiamente confermate: è una città magica, a misura d’uomo eppure solenne, in cui mito e storia si fondono. La culla della civiltà occidentale, che ancora oggi affascina con le vestigia del suo passato e dove la maestosa Acropoli fa sentire più vicini al cielo. Ad Atene si respira un’energia particolare e spero di trasmetterla anche a voi con questo itinerario di tre giorni effettivi (in totale sono rimasta quattro giorni, ma uno l’ho dedicato a un’escursione a Meteora, un luogo che porterò per sempre nel cuore).

Acropoli di Atene, il Partenone

Atene in tre giorni, itinerario e consigli

Atene, giorno 1: Piazza Syntagma, Antica Agorà, Agorà Romana, Monastiraki e Plaka

Atterrata all’ora di pranzo con volo Ryanair, ho raggiunto il centro di Atene comodamente con la metropolitana. Potete fare i biglietti della metro direttamente in stazione (alle macchinette o al banco) e con la linea blu (L3) arriverete in piazza Syntagma. Le corse sono ogni mezz’ora circa e la metro si trova proprio di fronte al terminal degli arrivi. Casualità ha voluto che appena arrivata in piazza Syntagma fosse in corso il cambio della guardia, quindi ne ho approfittato per assistervi e scattare le foto di rito. La cerimonia più completa è la domenica, ma è molto caratteristica anche la versione abbreviata che si ripete durante la settimana.

Cambio della guardia in Piazza Syntagma

Dopo un pranzo veloce e gustoso da Athena’s Cook (che consiglio, per vasta scelta di piatti tipici della cucina greca, prezzi modici e ambiente carino e informale), di cui ho approfittato per assaggiare moussaka, souvlaki e pita, il tempo di lasciare le valigie nell’appartamento preso su Airbnb nel cuore del quartiere di Plaka (che è un’ottima scelta per esplorare la città a piedi) e ho cominciato la mia esplorazione del centro storico.

Il quartiere di Monastiraki, in cui troverete l’omonima piazza con la chiesetta bizantina di Pantarassa, oltre al celebre mercatino delle pulci, dove troverete negozietti di ogni tipo, dall’artigianato a quelli di souvenir, è vivace e piacevole da esplorare. Perdetevi nelle sue vie e cominciate le visite ai siti archeologici. Io sono partita dall’Antica Agorà, acquistando il biglietto sul posto.

L’Antica Agorà o Agorà di Atene si trova ai piedi dell’Acropoli (già questo primo scorcio su di essa mi ha emozionato, tanto desideravo vederla) ed era il cuore della vita pubblica, politica, religiosa e commerciale dell’antico nucleo della città. Sopravvivono diverse rovine suggestive, templi, statue e reperti. L’area archeologica vede tra gli edifici principali il Tempio di Efesto e la Stoà di Attalo che, col suo lungo colonnato, è immediatamente visibile anche dalle stradine del quartiere. Oggi la Stoà ospita un piccolo e interessante museo, mentre il tempio – progettato nel 449 a.C. – sorge su una collinetta da cui si vede l’Acropoli dalla migliore prospettiva all’interno dell’Antica Agorà.

Antica Agorà: Stoà di Attalo in primo piano e, sullo sfondo, l’Acropoli
Tempio di Efesto nell’Antica Agorà

Ho poi acquistato il biglietto per l’altro piccolo sito archeologico nelle vicinanze, la Biblioteca di Adriano, e completato la visita con l’Agorà Romana a Plaka (tutte a pochi minuti l’una dall’altra). Questa è visibile anche da fuori, ma potete acquistare un biglietto con audioguida per capire meglio come fosse un tempo. Tra gli edifici di questo sito archeologico, spiccano la Porta di Atena Archegetis e la Torre dei Venti, dalla forma ottagonale e alta 12 metri, così chiamata perché fungeva da bussola e orologio solare e i venti rappresentavano per gli antichi greci un modo per prevedere il futuro.

Agorà Romana e Torre dei Venti

Vi consiglio di visitare questi siti prima di vedere l’Acropoli perché al cospetto di quest’ultima probabilmente vi appariranno “poca cosa”, quindi meglio optare per un crescendo.

Avendo ancora tempo, ho approfittato delle ore di luce per continuare la passeggiata tra le chiese bizantine, come quella di Piccola Mitropoli, e concluso con la cattedrale di Atene (Cattedrale metropolitana dell’Annunciazione).

La Cattedrale di Atene

Atene, giorno 2: Acropoli e Museo dell’Acropoli, Tempio di Zeus, Stadio Panathinaiko, Museo Archeologico Nazionale

La mattinata del secondo giorno è dedicata per buona parte alla scoperta dell’Acropoli e del Museo dell’Acropoli. Partiamo dai consigli basilari, ma fondamentali: prenotate l’ingresso, diviso per fasce orarie, per tempo e solo attraverso il sito ufficiale Consiglio la visita nei primissimi slot del mattino, per evitare la folla e le ore più calde, visto che non ci sono ripari dal sole, oppure al tramonto se amate questo tipo di atmosfera e luce. Io sono entrata alle 8:30, raggiungendola a piedi in una ventina di minuti da Plaka, passando per il caratteristico e pittoresco quartiere di Anafiotika (pieno, tra l’altro, di bei localini dove pranzare/cenare).

L’Acropoli è l’antica cittadella, con edifici eccezionalmente conservati considerando che parliamo di strutture edificate nell’età dell’oro di Atene, ossia il V secolo a.C. Situata su una collina che domina la città, è molto estesa, quindi impiegherete qualche ora per visitarla in modo esaustivo, soffermandovi su marmi, colonne e capolavori architettonici Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Io sono entrata dall’ingresso nord e da esso incontrerete per primi i Propilei e l’Odeon di Erode Attico, mentre se optate per l’ingresso sud (quello vicino al Museo dell’Acropoli), vedrete per prime le rovine del Teatro di Dioniso, situate alle pendici dell’Acropoli.

Atene, Odeon di Erode Attico

I Propilei erano la porta d’ingresso principale al santuario dedicato ad Athena e si presentano come sei colonne in marmo imponenti, accanto al Tempio di Athena Nike, costruito tra il 426 e il 421 a.C. Athena era la dea protettrice della città e la leggenda narra che proprio dalla rivalità tra la dea della saggezza e Poseidone, suo zio, nonché re del mare, nacque il primo albero di ulivo. I due dei si contesero il toponimo della città, che sarebbe andato a chi dei due avesse offerto agli uomini il regalo migliore. Poseidone offrì un cavallo, generato con il suo tridente, mentre Athea piantò la sua lancia nel terreno e ne nacque il primo albero d’ulivo. Tra le promesse di vincere guerre grazie al lavoro dei cavalli e quelle di benessere, ombra e capacità curative dell’olivo, Zeus premiò quest’ultimo dono e la città prese il nome di Atene.

Acropoli di Atene: i Propilei
Tempio di Atena Nike, Acropoli di Atene

Sulla destra, si vede dall’alto il suggestivo Odeon di Erode Attico, teatro che prende il nome dal facoltoso ateniese banchiere e mecenate, che lo offrì in dono alla moglie Regilla e ospitò spettacoli all’epoca della dominazione romana. Ancora oggi, restaurato e portato agli antichi fasti, l’anfiteatro viene utilizzato per rappresentazioni.

Salendo sulla cima dell’Acropoli, incontrerete uno degli edifici più suggestivi e conosciuti: l’Eretteo, con la celebre loggia delle cariatidi. Queste ultime sono delle copie, in quanto le statue delle figure femminili originali sono conservate al Museo dell’Acropoli (per la precisione, cinque si trovano ad Atene e una al British Museum di Londra). Il nome del tempio deriva dall’eroe e re di Atene che fondò la città e questo luogo di culto era dedicato a diverse divinità.

L’Eretteo con la loggia delle cariatidi

Il Partenone vi lascerà senza fiato: il tempio, dedicato ad Athena Parthenos, ossia la Vergine protettrice della città, è in stile dorico e presenta otto colonne in marmo sul lato corto e 17 su quello lungo. All’interno un tempo sorgeva una colossale statua di Athena. Sottoposto a saccheggi, dominazioni e utilizzato persino come deposito di armi nel 1697 (non ho parole, già…) fu distrutto in gran parte da un colpo di cannone sparato dalla flotta veneziana. Una parte è attualmente in fase di restauro, ma resta un simbolo di cultura, storia, mito ed emblema della culla della civiltà.

Il Partenone

In prossimità del Partenone beneficerete di una vista privilegiata su tutta la città, in particolare presso il punto panoramico situato vicino alla bandiera greca (da cui si vedono dall’alto Plaka e il Tempio di Zeus), mentre più avanti potrete vedere dall’alto il Teatro di Dioniso.

Usciti dall’Acropoli, raggiungete a piedi il Museo dell’Acropoli (necessita di un biglietto a parte, che ho acquistato all’ingresso senza code). E’ un museo il cui percorso è strutturato in modo moderno e accattivante, che custodisce una quantità di reperti impressionante. Senza vederlo, perdereste l’occasione di completare la vostra scoperta dell’Acropoli. Sono presenti anche percorsi dedicati ai bambini (interattivi e al piano superiore troverete anche una ricostruzione dell’Acropoli fatta di mattoncini Lego). Io desideravo vedere le cariatidi originali, qui conservate, ma ci sono fregi, statue e frammenti del Partenone e degli altri templi dell’acropoli, pannelli scultorei e molto altro.

Le cariatidi originali all’interno del Museo dell’Acropoli

Terminata la visita all’Acropoli, siamo scesi per recarci in un altro luogo che vi consiglio assolutamente di visitare: lo Stadio Panathinaiko, dove sono nate le Olimpiadi (ospitò i primi giochi olimpici moderni nel 1896). Costruito interamente in marmo e dominato dai cerchi olimpici che svettano in cima a una delle gradinate, sorge dove nel 330 a.C. fu edificato il primo stadio, in legno, dedicato alle Panatenee, ossia ai giochi in onore della dea Athena.

Stadio Panathinaiko, Atene

Ospita un piccolo museo delle Olimpiadi e potrete persino salire su un podio all’interno dello stadio per scattare una simpatica foto con gli anelli olimpici sullo sfondo. La visita avviene con l’ausilio di una audioguida che la rende molto interessante (sapevate, ad esempio, che la galleria percorsa dagli atleti, che oggi conduce al museo, in antichità ospitava riti sacri?)

Prima di pranzo, ho ammirato da fuori i Giardini Nazionali, lo Zappeion e il Tempio di Zeus (oggetto di restauro al momento della mia visita) e fotografato l’Arco di Adriano. Passeggiando, vi capiterà anche di imbattervi in scavi che forniscono un curioso contrasto con la modernità attuale.

Nel pomeriggio, spazio a un altro museo: il Museo Archeologico di Atene (o Museo Archeologico Nazionale). Rimane più defilato rispetto ai quartieri centrali, potete raggiungerlo a piedi come ho fatto io o con la metro. Segnalo che per arrivarci, attraverserete a piedi il quartiere di Omonia, che è piuttosto degradato. Mi è capitato di vedere tossicodipendenti in pieno giorno in una via non propriamente pulitissima, ma non ho avuto problemi. Il Museo, più “classico” nell’esposizione rispetto al moderno Museo dell’Acropoli, è imperdibile perché ospita dei veri e propri tesori, una collezione vasta e completa. Statue in bronzo e in marmo, vasi dipinti e la più ricca collezione di antichità greche del mondo. Pensate che in totale i reperti esposti sono più di 11.000 e coprono un arco temporale di 7.000 anni di storia. Tra i reperti da non perdere, vi ricordo la Maschera di Agamennone, la statua di Poseidone di Capo Artemisio, il Kouros di Capo Sunio, il Vaso con polpo che avrete visto in qualche libro di arte di quando eravate bambini e molti altri.

Atene, giorno 3: escursione di un giorno a Meteora (e spunti alternativi)

Di Meteora vi parlerò nel dettaglio in un articolo dedicato, perché si tratta di uno dei luoghi più magici e intrisi di energia che io abbia mai visto. Si tratta di un’escursione fuori Atene (impiegherete circa 4 ore di pullman), ma ci tenevo moltissimo ad andarci perché Enri c’era stato da bambino e mi ha sempre detto che era un posto speciale. Liberi di crederci o meno, forse mi sarò solo suggestionata, ma io tra quei monasteri costruiti sulle rocce l’ho sentito davvero vicino, in modi che porterò nel cuore. Credo che seguire le orme di chi abbiamo amato e amiamo tanto, per un attimo riesca ad azzerare la distanza imposta dal non trovarsi più insieme sulla Terra. Ma bando alle riflessioni senza risposta, vi lascio qualche “briciola” di informazione: mi sono appoggiata a un tour di una giornata prenotato in autonomia sul sito di Meteora Thrones (fate così e risparmierete, evitando altri siti che usano agenzie intermediarie) e sono partita da un punto di ritrovo situato di fronte alla stazione ferroviaria di Larissa Station (raggiungetela con Uber da Plaka, risparmierete rispetto al taxi).

Uno dei monasteri di Meteora

Partita alle 8:00 e arrivata a Meteora intorno all’ora di pranzo, viaggiando comodamente godendomi il paesaggio greco dal finestrino, ho potuto visitare autonomamente tre monasteri all’interno (Gran Meteora, Varlaam e Agios Stefanos, che al contrario degli altri è un monastero femminile) e ci siamo fermati per un tempo più che sufficiente in tutti i principali punti panoramici per scattare foto al magnifico paesaggio che, non per niente, ha ispirato anche gli sceneggiatori della serie Game of Thrones. L’interno dei monasteri è incredibile, le pitture lasciano senza fiato, ma sarete rapiti dal paesaggio unico non appena arrivati.

Atene, giorno 4 dedicato ai belvedere panoramici: Aeropago, collina di Filopappu e Licabetto

Eccoci giunti al quarto giorno di viaggio, che coincideva con il 1° Maggio, ovvero data in cui i siti archeologici in Grecia sono chiusi. Lo sapevo e mi ero preparata di conseguenza, mettendo a punto un itinerario panoramico a piedi per visitare tutti e tre i colli della città, in modo da riempire gli occhi di vedute dell’Acropoli da ogni angolazione possibile. Prima, però, un’abbondante colazione nel coloratissimo Little Kook, locale a tema Biancaneve nel quartiere di Psiri (consiglio di fotografarlo e basta, a meno non abbiate bimbi al seguito).

Attraversando Anafiotika, dove poi sarei ritornata per pranzo, ho raggiunto l’Aeropago. L’accesso nord indicato da Google Maps, ai piedi dell’Acropoli, non era più percorribile, quindi ho optato per quello sud (a mio avviso tra l’altro molto più bello anche come percorso interno) attraverso l’area archeologica di Stenopos Kollytos. Attraverserete un parco e una salita che giungerà fino alla collina dell’Aeropago (il percorso è breve, ma servono scarpe da ginnastica per non scivolare sulle pietre). La collina è situata proprio di fronte all’Acropoli e naturalmente ha la sua leggenda: qui Ares fu processato e assolto per l’assassinio di Allirozio, figlio di Poseidone. L’attenuante fu che Ares agì per proteggere la figlia Alcippe da attenzioni insistenti e indesiderate.

Vista sull’Acropoli dall’Aeropago

Il mio belvedere preferito, tuttavia, è la collina di Filopappou, a mio avviso quella da cui la vista sull’Acropoli è la più bella, con i Propilei perfettamente visibili. Inoltre, è piacevolissima da percorrere, tra sentieri del parco, vegetazione, ulivi e altri siti in cui fermarsi a scattare una foto, come le Prigioni di Socrate, il Monumento a Filopappou (monumento funerario dedicato all’omonimo principe), che raggiungerete sulla cima, e la chiesa di Ayios Demetrios Loubardiaris. Questa collina è chiamata anche la collina delle Muse e si trova a sudest dell’Acropoli. La vista è davvero da cartolina, non perdetevela!

L’Acropoli vista dalla Collina di Filopappou
Le prigioni di Socrate

Nel pomeriggio riposo e giro in libertà in centro (prima pranzo ad Anafiotika, dove ci sono ristorantini all’aperto incantevoli) e la sera pronti per uno dei must see di Atene: vedere il tramonto dalla collina del Licabetto. Anche se Maps vi indicherà circa mezz’ora di cammino da Plaka, la salita è dolce e agevole, vi sembrerà di raggiungere il Licabetto in metà tempo! Arrivate per tempo perché questo punto panoramico è gettonatissimo tra i turisti e prendete posto in prima fila per godervi lo spettacolo del cielo screziato d’arancione. L’Acropoli da qui è più lontana, ma al centro della scena e si ha una vista a trecentosessanta gradi sulla città. Alle vostre spalle, la piccola e bianca Cappella di San Giorgio.

Tramonto al Licabetto

La mia visita ad Atene termina qui, ma se amate i musei ce ne sono molti altri (quello Bizantino e Cristiano e il Museo Benaki, ad esempio), oppure potreste visitare la necropoli del Keramiko. Con un giorno in più a disposizione, io avrei optato per la visita al Tempio di Poseidone a Capo Sounio, ma penso proprio che un giorno rimedierò, perché mi piacerebbe dedicarmi ad altre città della Grecia continentale e visitare i tesori di Delfi, Olimpia, Micene, Epidauro, il canale di Corinto… Insomma, cara Grecia, questo è solo un arrivederci!

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