la digue seychelles

TOUR…DE FORCE O TURISMO SLOW?

Non ho mai amato le etichette, quindi difficilmente mi vedrete schierata nell’eterna diatriba sulla differenza tra turisti e viaggiatori o viaggio e vacanza. Per me un viaggio è come un abito cucito su misura: ognuno di noi può stare bene con un modello diverso, l’importante è che lo renda felice ed appagato. Lo stesso vale per il ritmo che si segue durante un viaggio: c’è chi è in moto perpetuo e punta a scoprire più luoghi possibili anche quando il tempo a disposizione non è molto e chi invece ama abbandonarsi ad un ritmo più rilassato, concentrandosi su una meta alla volta e scoprendo anche gli angoli meno battuti dal turismo di massa.

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On the road in Francia: le Gorges du Daluis

Esiste un modo “giusto” di vivere un viaggio? La risposta, secondo me, è no. Probabilmente vi sarà capitato di leggere discussioni in forum di viaggi o gruppi dei più noti social network in cui ad una semplice domanda sulle principali attrazioni da visitare in una o più capitali, seguono risposte piccate e polemiche del tipo: “Non hai abbastanza tempo”, “Scherzi? Per visitare quella città occorre almeno una settimana”, “Ma chi te lo fa fare?” fino ad arrivare a chi stravolge l’itinerario dell’autore del post perché ciò che vorrebbe fare per lui è impossibile o perché quella meta non è tra le sue preferite (“Svizzera? No, vai in Slovenia”, “Maldive? Meglio il Salento” e così via).

Un consiglio dato con educazione è sempre ben accetto, il giudizio tranciante dovuto soltanto ad una differenza di gusti, punti di vista o, appunto, ritmi di viaggio è invece inopportuno. Personalmente la maggior parte dei miei viaggi è stata piuttosto intensa, costellata da molteplici tappe e pervasa dal desiderio di vedere il più possibile della meta in cui mi trovavo. I motivi sono principalmente due: il poco tempo a disposizione (nel mio caso una-massimo due settimane d’estate e weekend o ponti durante il resto dell’anno) e la consapevolezza che difficilmente tornerò in quel luogo visto che la lista dei posti che vorrei vedere è ancora molto lunga. I miei on the road sono un susseguirsi di tappe che per qualcuno potranno sembrare tour…de force, ma in realtà se si è abituati non si ha affatto questa percezione ed è stupendo tornare a casa con tanti paesaggi e bellezze artistiche diverse negli occhi.

la digue in bici

In bici nell’isola di La Digue

Per turismo slow, invece, si intende una filosofia di viaggio con l’obiettivo di anteporre la qualità al consumismo, un turismo sostenibile che permette di soffermarsi maggiormente sugli aspetti autentici del luogo in cui ci si trova, a contatto con la gente, percorrendo anche strade meno battute. E’ un modo di viaggiare che si sposa bene con chi ha la possibilità di concedersi viaggi prolungati nel tempo, magari alla scoperta di Paesi lontani e culture diverse dalla nostra. Personalmente, però, lo ho sperimentato in sporadiche occasioni, ad esempio nei weekend in giro per l’Italia. Scoprire i borghi della nostra penisola a “passo lento”, può essere un validissimo modo per staccare la spina, prendendo le distanze dalla frenesia della quotidianità. In questo caso, il contatto con la realtà locale può consistere anche semplicemente nel gustare le prelibatezze gastronomiche tipiche della zone o magari nel visitare un museo etnografico che ripercorre la storia di quel paese o le sue tradizioni.

Toirano, Museo Etnografico della Val Varatella

Toirano, Museo Etnografico della Val Varatella

La parola d’ordine è equilibrio, assecondando le proprie inclinazioni. Magari sperimentare entrambi i modi di viaggiare, per trovare il proprio ritmo. Io, ad esempio, ultimamente amo alternare giornate di visite intense macinando chilometri a piedi a giornate di relax (ad esempio a Budapest abbiamo camminato moltissimo, vedendo tutto quello che ci eravamo prefissati in due giorni e dedicando però anche mezza giornata alle celebri terme). Con il passare degli anni, anche la tipologia di viaggio prescelta può cambiare e in fondo è proprio questo il bello: viaggiare è anche scoprire se stessi. L’importante, a qualunque velocità si voglia visitare un luogo, è tornare con un bagaglio carico di emozioni e ricordi che resteranno per sempre dentro di noi.

E voi? A quale “ritmo” amate viaggiare? 🙂

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14 pensieri su “TOUR…DE FORCE O TURISMO SLOW?

  1. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    Quanto concordo con le tue parole Serena! E sono con te anche sul discorso tour de force, io poi sono campionessa olimpionica di programmazione di itinerari stressa-marito 😉 La filosofia è esattamente la tua: e quando mi ricapita di ritornarci? Quindi vedo il più possibile, ovviamente nei limiti di spostamenti, orari, esigenze corporali ecc. Il turismo slow quello è un’altra cosa proprio, devi partire da casa con ben altre intenzioni: ci sono posti che lo permettono e altri no tutto qui. Indubbiamente con l’età il modo di viaggiare cambia per cui fintanto che la “ccciovinezza” che lo permette io sono ancora per le maratone! 😉
    Buona domenica! :*

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    • SognandoViaggi ha detto:

      Siamo sulla stessa lunghezza d’onda allora 🙂 Finché il fisico ci supporta continuiamo le nostre maratone di viaggio! (Da parte mia, devo ammettere, con qualche eccezione quando il fisico richiama la mia attenzione e richiede un po’ di relax 😂)

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  2. Silvia - The Food Traveler ha detto:

    Io come te sono per la giusta misura: certe volte ho camminato talmente tanto da non avere poi la forza di mettere un piede in fila all’altro la sera, altre volte invece ho visto dei posti “di bar in bar”, mangiando, bevendo, camminando poco e facendo shopping. E ti dirò che mi piacciono entrambi perché come dici tu è importante trovare il giusto equilibrio (e fregarsene di quelli che danno consigli non richiesti, come se avessero la verità in tasca).
    Buona domenica 😘

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  3. Max510 ha detto:

    Ognuno ha il suo modo “giusto” per viaggiare e visitare…
    Dato dall’esperienza, dalle esigenze, dai tempi tiranni.
    Io sono per lo slow, tendente comunque al giusto equilibrio. Se i viaggi sono dietro l’angolo, europei ecc, molto slowwww.
    Invece in caso di transvolate oceaniche e costretto nelle 2/3 settimane, è chiaro che si cerca di metter più carne al fuoco possibile… ma senza esagerare comunque.
    Io avrei fatto una settimana a Moab nello Utah, per farmi tanti bei track a piedi tra Arches e Canyonlands, ma in quindici giorni ho dovuto ovviamente fare tutto o quasi il tour classico…
    Oppure quando mi sento chiedere se va bene fare 15 gg in moto Normandia, Bretagna e Castelli Loira… chiedo “cosa vedi ? Solo l’asfalto che ti corre sotto le ruote ?”
    Max

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  4. Ally Blue ha detto:

    Preferisco viaggiare con calma, gustare i posti, avere tempo.per visitarli e assopararli il.piu possibile. Mi piace vedere più che posso, ma con calma. Programmare itinerari e poi decidere anche di deviare se vedo qualcosa di bello che ho voglia di andare a vedere. Cammino tanto e mi alzo presto per sfruttare tutte le ore che ho a disposizione, ma senza troppa fretta !

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  5. bikesphilosophy ha detto:

    Bravissima, ognuno ha il suo ritmo, anche se a volte è necessario correre un po’ di più per visitare posti che difficilmente tornerai a visitare. Dipende dal posto e dal proprio umore, l’importante è divertirsi sempre e tornare a casa felici (anche stanchi, ma felici) 🙂
    Io preferisco viaggiare in maniera slow, per questo gli ultimi viaggi sono stati tutti zaino in spalla o in bicicletta: mi sembra di dare al tempo e alle distanze una dimensione più appropriata. 🙂

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  6. agnese70 ha detto:

    Concordo con te e anch’io ho alternato tour de force a relax, a secondo del luogo, del periodo, ecc. Nelle città d’arte amo vedere molto, nei luoghi di mare amo il relax. Se i giorni me lo permettono unisco vista a relax anche nelle città.

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      L’ideale è avere abbastanza tempo per alternare visite e relax, purtroppo però a volte sono costretta a “correre” quando ho pochi giorni a disposizione. Ognuno hai i suoi ritmi, l’importante è tornare a casa felici di ciò che siamo riusciti a vedere 🙂

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