Enri amava infinitamente la Valle d’Aosta. In passato vi ho raccontato dei nostri itinerari in Val Veny (la sua preferita perché aveva iniziato ad andarci da bambino), Val Ferret e girovagando qua e là tra cascate, borghi, sentieri e castelli. Spronata da un’amica paziente e sensibile, ho provato, a un anno dalla sua scomparsa, a trascorrere un weekend visitando luoghi nuovi, proprio nella regione che tanto gli era cara. Prenotare qualcosa a prezzi non folli ad agosto, con pochi giorni di preavviso, non è l’ideale, ma ci siamo imbattute in una buona offerta da parte di un hotel nell’alta valle del Lys (o valle di Gressoney) e abbiamo improvvisato un piccolo itinerario che si è rivelato rilassante, pieno di panorami stupendi e ricordi da custodire. Come dicevo a lui quando pensavamo che la malattia si potesse combattere, nei periodi dolorosi e difficili, avere qualche piccolo ricordo felice a cui aggrapparsi aiuta a non perdersi. Così è stato. Dopo questa premessa, però, veniamo alle informazioni, in modo possiate scoprire una zona paesaggisticamente bellissima, in cui si respira ancora (per fortuna) l’atmosfera di una montagna autentica.

Valle del Lys: informazioni e come arrivare nella Valle di Gressoney
La Valle del Lys, detta anche Valle di Gressoney, prende il nome dal torrente Lys, le cui acque impetuose la attraversano, ed è un antico insediamento walser, di cui conserva tradizioni, architetture e influssi nella lingua. Confina con la Val d’Ayas (prima di arrivare abbiamo trascorso qualche ora a Champoluc e Brusson, ma considerate che il collegamento diretto via monte tra le valli è solo via funivia, quindi se siete in auto ci vuole circa un’ora e mezza per passare dall’una all’altra perché dovrete tornare indietro per un tratto). I centri principali sono Gressoney-Saint-Jean, Gressoney-la-Trinité, Gaby, Issime, Fontainemore, Lillianes e Perloz. Frequentata d’inverno per le piste che fanno parte del comprensorio sciistico del Monte Rosa, d’estate offre invece molte escursioni verso rifugi, laghi e stupendi punti panoramici.
Per raggiungere la Valle di Gressoney dalla Liguria potete imboccare la A26 e successivamente la A5, uscendo al casello di Pont Saint Martin, poi seguire le indicazioni verso Tache/Gressoney. L’auto resta il mezzo migliore sia per raggiungere la regione che per spostarsi all’interno.

Valle del Lys: dove alloggiare e consigli
Abbiamo alloggiato presso l’hotel La Trinité Monboso, a Gressoney-La-Trinité, usufruendo di un’offerta che prevedeva per una camera tripla la gratuità per il bimbo che era con noi e mezza pensione inclusa (totale a persona per due notti circa 150,00 €). La frazione di Gressoney-Saint-Jean è più graziosa e vivace, ma è comunque a pochi minuti d’auto e Gressoney La Trinité era la località tranquilla e piena di pace di cui avevo bisogno. La funivia a pochi passi dall’albergo è la base per molteplici escursioni in alta quota, ai piedi del monte Rosa. La mezza pensione è stata una scelta altrettanto vincente perché dopo aver trascorso la giornata in escursione, pranzando nei rifugi, la sera sapere di non dover cercare un ristorante dove cenare ci ha consentito di ricaricare le pile e poi proseguire con una rilassante passeggiata post cena nelle vicinanze.
Il mio consiglio è di non correre! Mi spiego meglio: la montagna è natura, camminate che mettono in moto le gambe e rilassano la mente. Abbinate un’escursione di mezza giornata o più a una “decompressione” passeggiando in un borgo o semplicemente godendovi il paesaggio intorno all’alloggio che avete scelto. La natura aiuta a ritrovare equilibrio, perciò abbandonate l’orologio (se non per verificare non si stia facendo troppo buio e quindi sia l’ora di rientrare da un’escursione) e usate lo smartphone solo per controllare itinerari e meteo (che in montagna può variare repentinamente). Se siete “social”, condividete le immagini scattate solo la sera godetevi il momento. Imprimete la bellezza dei monti, dei torrenti impetuosi, del verde, dei fiori e dei sentieri prima negli occhi e nel cuore, poi nei vostri database digitali.

Cosa non dimenticare in valigia? Per prima cosa, indossate scarpe da trekking adeguate. Di giorno, col bel tempo, potete tranquillamente indossare pantaloni corti e maglietta, ma non dimenticate di portare con voi una felpa, utile nei tratti in ombra e se il cielo si rannuvolasse. La sera, oltre alla felpa, un piumino leggero o una giacca a vento vi saranno utili. Per sicurezza, portate con voi un k-way in caso di pioggia, fondamentali gli occhiali da sole e la crema solare per proteggere occhi e pelle dai raggi ultravioletti. Borraccia per non ritrovarvi mai a secco d’acqua durante le camminate, spray anti-zecche/zanzare ed eventuale cappellino per riparare la testa dal sole. Vestitevi comodi, la parola chiave in montagna è praticità.
Valle del Lys: itinerario per un weekend
Avendo a disposizione soltanto un weekend, potrete comunque scoprire bellissime zone della Valle del Lys. Di seguito quelli che ho avuto modo di visitare, ma seguiranno nei prossimi giorni approfondimenti sia per il trekking, con il percorso completo e molte fotografie a corredo, sia per il fiabesco Castel Savoia.
Trekking al lago Gabiet, Laghi Verdi e Lago blu
Prendendo la funivia in località Staffal, a Gressoney-La-Trinité, si risale fino a Gabiet (2316 m) in pochi minuti. La prima tappa, il lago Gabiet (artificiale, 2342 m) è raggiungibile con una breve passeggiata lungo un facile sentiero (15 min circa).

Tornando indietro, si oltrepassa il rifugio del Gabiet e al bivio si imbocca l’indicazione per Laghi Verdi e Lago Blu, seguendo il sentiero 6A e, nel tratto finale, 7B. In circa un’ora e mezza, attraversando splendidi panorami tra vallate spettacolari e aperte, piccole cascate, fiori e farfalle, ci si inerpica fino a un primo laghetto artificiale e al lago verde naturale, non lontano da un rifugio che si scorge dalle sue pendici.


Arrivati ai laghi verdi, prolungando l’escursione di circa 20 minuti si arriva al Lago Blu (2689 m), situato in una posizione panoramica splendida: domina sull’intera vallata, con vista da un lato sul Monte Rosa e, a fondo valle, sul lago Gabiet.

L’escursione prevede un primo tratto più pianeggiante, dopodiché la salita si fa da dolce a più impegnativa, ma comunque percorribile anche dai bambini. Il sentiero è ben segnalato (impossibile perdersi) e i punti panoramici si susseguono, tentando chiunque ami fotografare. Visto che ho scattato moltissime foto, le condividerò con voi in uno dei prossimi articoli, perché è un trekking che vale davvero la pena fare e spero di tentarvi!

Gressoney-Saint-Jean e Lago Gover
Gressoney-Saint-Jean è un paesino pittoresco da non perdere nella valle del Lys. Il torrente e un grazioso ponticello dalle fioriere rosse vi accoglieranno prima di addentrarvi tra le viuzze del centro storico, che è una piccola gemma montana. Casette dai tetti spioventi ornate da fiori multicolori, le due piazzette principali, la chiesa di S. Giovanni Battista con il porticato della via Crucis prospicente e il lago Gover sono imperdibili. Il Lago Gover è artificiale, ha riflessi verde acqua e trasparenza che incanta ed è immerso in un parco, proprio nel centro storico. Ideale per i bambini (intorno ci sono, oltre a prati, giochi, gonfiabili e un piccolo maneggio dove fare passeggiate con i pony), ma anche per gli adulti per rilassarsi in riva al lago o ai piedi di un albero, circondati dai monti. In inverno, il Lago Gover diventa una pista di pattinaggio sul ghiaccio.

Inoltre, dal lago Gover è possibile raggiungere a piedi Castel Savoia, percorrendo la passeggiata della Regina, ovvero un semplice sentiero che si snoda attraverso il bosco e che consente di arrivare alla residenza reale in circa mezz’ora.

Gressoney-Saint-Jean è il luogo ideale dove andare a caccia di souvenir e manufatti di artigianato da portare come regalo ad amici e parenti o acquistare per avere un ricordo della vostra vacanza (se invece preferite portare a casa prelibatezze culinarie, sarete accontentati dai negozi di alimentari, gastronomie e, lungo la strada che solca la valle, tenete gli occhi aperti per una sosta nei caseifici).
Gressoney-la-Trinité
La piccola località di Gressoney-La-Trinité è quella in cui si trovava il nostro albergo (l’ultimo della valle), perciò ci sembrava doveroso scoprirla brevemente il giorno del rientro. Il paesino è minuscolo, situato proprio in cima alla valle di Gressoney, ma vale la pena, essendo in zona, dare un’occhiata. E’ presente una chiesetta graziosa e dall’interno più ricco di quanto ci si potrebbe aspettare, la Chiesa della Santissima Trinità, l’Ecomuseo Walser, se volete sapere di più sulla loro cultura, e non possono mancare le graziose casette ornate da fiori variopinti, tipiche del paesaggio montano e sempre caratteristiche da fotografare.

Castel Savoia
L’ultimo giorno, dopo una breve sosta a Gressoney-La-Trinité, abbiamo raggiunto in auto Castel Savoia. Vi consiglio assolutamente di non perderlo perché la sua architettura fiabesca e la posizione – incastonato tra le montagne, immerso in un parco esteso -, lo rendono un piccolo gioiello che vale la pena scoprire. Il castello è in stile neogotico (fu costruito per volere della regina Margherita di Savoia tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento). La regina era affezionatissima a questa zona e nella sua residenza estiva trascorreva momenti lieti in escursione tra montagne e ghiacciai e a contemplare il paesaggio dalle finestre del castello, che con le sue torri colpisce da subito.
Il giardino botanico ai piedi del castello ospita specie di fiori e piante alpine provenienti da vari Paesi.

Issime
Issime è una tappa scelta per caso, perché abbiamo deciso di pranzare in un bar/ristorante lungo la strada, ma che si è rivelata deliziosa per via della bella chiesa che ospita è Issime. In questo minuscolo borgo, in cui troverete vari riferimenti agli elfi, graditi ai più piccini, mi ha colpito la facciata affrescata della chiesa di San Giacomo (la parte superiore si scorge già dalla strada). La chiesa si affaccia su un sagrato in cui si susseguono quindici nicchie affrescate e gli affreschi color pastello ornano anche la pittoresca facciata. Al suo interno, colpisce il barocco dell’altare maggiore.

Valle di Gressoney: cosa mangiare
Prima di darvi appuntamento al prossimo itinerario (e agli approfondimenti sulla Valle d’Aosta) non può mancare qualche consiglio gastronomico. In montagna, è risaputo, si mangia benissimo, perciò concedetevi qualche peccato di gola, tra salumi (mocetta, prosciutto crudo, lardo di Arnad), e formaggi tipici (fontina, toma di Gressoney, formaggi di capra…), presenti in taglieri golosissimi anche in tutti i rifugi che incontrerete. Sempre in un rifugio, ho mangiato una buonissima polenta concia da acquolina in bocca!
E voi, siete mai stati in Valle d’Aosta? Amate la montagna? Io, più vado avanti con gli anni, più apprezzo la soddisfazione che danno un bel trekking immersi nella natura e la quiete che si respira in questi luoghi.
Un pensiero su “WEEKEND IN VALLE D’AOSTA: ITINERARIO NELLA VALLE DEL LYS”