sainte anne seychelles

LA RICERCA DELLA FOTO PERFETTA E… ANNESSE NEVROSI

Il web e i social media hanno contribuito a modificare la nostra percezione dei luoghi, influendo sui nostri stessi sogni di viaggio. Per quanto mi riguarda, devo ammettere che apprezzo particolarmente l’aiuto che Internet – attraverso blog, siti specializzati, gruppi Facebook, recensioni e forum – fornisce nel pianificare in autonomia un viaggio. Se ho visitato alcuni luoghi che non erano nella mia “bucket list” (come le big benches nelle Langhe, il castello nella roccia a Predjama e Alpyland), lo devo proprio alla curiosità che mi spinge a leggere esperienze e diari di viaggio condivisi da sconosciuti che, nella maggior parte dei casi, catturano la mia attenzione grazie ad una foto.

Può un’immagine colpirci così tanto da desiderare di esplorare un luogo fino ad allora mai considerato? Per quanto mi riguarda la risposta è affermativa: uno scatto ha il potere di spingermi ad informarmi su quella meta (pur cosciente del fatto che non tutte sono facilmente, ed economicamente, raggiungibili) e di farmi sognare, immaginando come sarebbe trovarsi su quell’atollo, di fronte a quello strapiombo o sulla vetta di quella montagna. Ultimamente, ad esempio, le foto subacquee con megattere e tartarughe marine mi spingono a fantasticare su quanto sarebbe bello fare un’esperienza simile! (Anche se prima dovrei imparare a nuotare 😉 ).

anse patate seychelles

Palme protese verso il mare ad Anse Patate

Come sempre, però, il rovescio della medaglia mette di fronte ad un tranello in cui è facile cadere: desiderare di visitare un luogo solo per seguire una “moda” o per riprodurre quello scatto. Io amo fotografare, quindi capisco la puntigliosità (il povero Enri spesso mi attende perché prima di immortalare un paesaggio o un monumento tendo ad aspettare che la maggior parte delle persone si tolgano dal campo visivo, altrimenti mi rovinerebbero lo scatto), ma lo faccio per me stessa e i miei album di ricordi, non per il pubblico costituito dai miei amici sui social. Se per fotografare paesaggi e animali un po’ di pazienza è d’obbligo, quando i protagonisti sono gli umani le cose si complicano. La ricerca dello scatto perfetto (soprattutto per i patiti di Instagram) trasforma ignari fidanzati in fotografi di moda professionisti: chi di noi non ha mai incontrato un povero malcapitato diretto dalle istruzioni maniacali della sua ragazza? “Falla dal basso verso l’alto, un po’ più a destra, fammi vedere… No, no sto malissimo, la luce non va bene. Rifalla, ecco così. Ora ne facciamo un’altra messa come la Ferragni in quello spot, aspetta com’era la posa?“. Faccio mea culpa solo su un aspetto: io controllo se nella foto ho almeno gli occhi aperti e, eventualmente, chiedo che sia riscattata. Ormai Enri lo sa e dopo avere scattato esclama: “Guarda un po’ se ti va bene!”. Quindi non sono del tutto innocente nemmeno io! 😉

rospo isola madre

Un rospetto nello stagno delle ninfee!

Se avete avuto modo di vedere la lavanda in fiore, sicuramente vi sarete imbattuti in schiere di signorine splendidamente abbigliate, con cappelli in paglia dalla tesa larga e vestiti immacolati svolazzanti, alla ricerca dell’immagine di profilo quanto più vicina alla perfezione. Durante la fioritura della lavanda ho avuto la bella idea di indossare un paio di scarpe in corda: sappiate che nella migliore delle ipotesi saranno ridotte a un cumulo di terra. L’esperienza insegna.

lavanda sale san giovanni

Sembra un quadro impressionista…ma è Sale San Giovanni!

Alzi la mano chi non è mai è mai stato vittima del tentativo di riproduzione di uno scatto “di tendenza”, ma oggettivamente bruttino? Abbiamo avuto i “wurstel” (le gambe piegate da sdraiati, immortalate con un selfie dall’alto mentre si è in spiaggia), la foto in cui si trascina letteralmente il compagno (con in primo piano il suo braccio) verso un luogo, i piedi nell’acqua per mostrarne la trasparenza… e sicuramente me ne stanno sfuggendo altri!

Alcune foto gettonate sono, al contrario, oggettivamente belle, ma fisicamente dispendiose: quante energie servono per saltare all’altezza giusta per essere immortalati mentre ci si libra in aria? (Ve lo dico io, che l’ho fatto alle Seychelles: non viene mai al primo tentativo se non avete sposato un fotografo!) E per scattare un selfie sott’acqua con una Go Pro cercando di essere effettivamente inquadrati dall’obiettivo? Per non parlare delle code davanti ad un luogo simbolo per scattare la foto perfetta (come il Gate of Heaven a Bali, dove l’effetto specchiato è d’obbligo).

Non dobbiamo dimenticarci che la parola d’ordine per una foto da ricordare è spontaneità! Una foto in posa, troppo costruita, corretta scrupolosamente con filtri, pensata per riprodurre quella di un influencer, inevitabilmente potrà essere bellissima per i social, ma in cuor vostro saprete che è artefatta. Potrà essere stupenda per un ingrandimento, ma scommetto che alla fine vi troverete a sorridere di fronte a quella foto un po’ buffa, magari con l’orizzonte storto,  nella quale i vostri occhi si illuminavano di felicità. Penso che una foto spontanea in coppia trasmetterà molte più emozioni di una in stile Brangelina in visita al Mulino Bianco. Un esempio? La proposta con futuro sposo inginocchiato e futura sposa fintamente stupita con cornice da cartolina sullo sfondo. Perfetta se si tratta di un catalogo, ma l’autenticità e l’emozione dove sono finiti?  Preferisco un vero sorriso di fronte alla macchina fotografica ad una foto di spalle, mentre si finge di osservare il paesaggio come se si trattasse di uno scatto rubato (che invece, a mio avviso, spesso risultano i migliori!).

sainte anne seychelles

La foto di spalle è uno scatto “rubato”: Enri non si è accorto di nulla

Da profana, mi sento di dire questo: lo scatto perfetto non esiste. Dietro la sua ricerca spasmodica spesso si nasconde l’insicurezza di chi non si accetta abbastanza e cerca consenso e gratificazioni attraverso i complimenti e i “mi piace” degli altri. Avete presente le ragazze che in foto sembrano perennemente sulle punte? Di solito lo fanno per “slanciarsi” mettendo in risalto gambe non propriamente lunghissime, quindi se avete un’amica con questo complesso, ditele di non farsi venire i crampi a furia di stretching e di iniziare a lavorare su se stessa per apprezzarsi sul serio (traslando la situazione al maschile mi vengono in mente i ragazzi che trattengono il fiato per non mostrare la pancetta o chi, convinto di avere un brutto sorriso, non mostra mai la dentatura, col risultato di sembrare sempre serissimo). Chi invece non ama farsi fotografare, ogni tanto può provare a fare uno strappo alla regola per vincere la timidezza. Non abbiamo bisogno dei mi piace, ma di piacerci e quella foto in futuro potrà diventare un piacevole ricordo. Smettiamo di rincorrere lo scatto perfetto o, se proprio è più forte di noi, non dimentichiamo soprattutto di vivere anche quando la fotocamera è spenta!

Sono curiosa di sapere se avete delle “nevrosi fotografiche”, se esiste una foto che vorreste vi fosse scattata (io ad esempio desideravo salire su una palma protesa verso il mare e quando ne ho avuto l’occasione mi ci sono fiondata), se c’è una foto “imperfetta” alla quale siete particolarmente legati o se conoscete qualcuno che si sia fatto prendere la mano dalla “ricerca dello scatto perfetto” (magari un compagno di viaggio maniaco della fotografia). Scrivetemelo nei commenti 🙂

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65 pensieri su “LA RICERCA DELLA FOTO PERFETTA E… ANNESSE NEVROSI

  1. Lucy the Wombat ha detto:

    La foto di me che preferisco è quella in cui, a Vienna, al Prater, trovai un cammello finto ma a grandezza naturale, di quelli che se ci infili dentro il gettone si mettono a ondeggiare come se stessero trottando. Sono oggettivamente venuta male, foto dal basso, sembro larga il doppio… ma ho un sorriso talmente felice, perché mi divertivo tantissimo, che la porto sempre nel cuore!
    Invece per la rubrica foto nevrotiche: quando sono stata a Perth, per caso sono arrivata a una famosa casetta blu con la base tipo palafitta che sorgeva direttamente dal mare. L’ho riconosciuta proprio perché ricordavo un articolo che parlava delle foto tutte uguali di Instagram che conteneva anche quella casetta. Volevo scattare una foto perché era bellissima ma… c’era la coda, letteralmente! Per i selfie! E poi la gente nemmeno era veloce perché qualcuno dietro aspettava il proprio turno… se ne fregavano e si sparavano un sacco di pose. Ovviamente me ne sono andata accontentandomi di una foto da lontano (in nessun caso avrei fatto un selfie, mi interessava proprio la casa in sé).

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Mi è capitata una cosa simile ai Laghi di Plitvice! Tutto procedeva benissimo finché non ci siamo arenati su una passerella. La coda era lunghissima e non riuscivano a capire il motivo. Poi abbiamo scoperto che la gente era in fila per scattare un selfie con una cascata alle spalle. Spazientita, ho iniziato a chiedere permesso superando tutti e proseguendo oltre. Sai cosa ho scoperto? Che se fossero andati avanti solo di pochissimi metri avrebbero fatto un selfie migliore e…senza coda! 😂

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  2. Simona ha detto:

    Se si tratta di paesaggi anche io sono un po’ pignola. Però quando si tratta di me ho imparato che mettermi in posa non fa al caso mio. Vengo male e non sono me stessa. Invece se mi lascio andare e aspetto che chi è con me ( le mie amiche in questo sono il top!) scattino senza preavviso escono fuori dei veri capolavori!

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  3. elilovestravelling ha detto:

    Nelle foto rubate sembro sempre arrabbiata… e non lo faccio apposta! Dev’essere proprio la mia faccia che è sempre imbronciata. Mi piacerebbe avere qualche scatto in cui sono vestita super fashion ma la verità è che quando viaggio mi piace essere comoda e avere l’equipaggiamento giusto, non metterò mai un tacco dove serve una scarpa da trekking solo per la foto, il problema è che la scarpa da trekking o il jeans o qualunque altro indumento comodo non sono fotogenici quanto un bel vestito!

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  4. Paola ha detto:

    Da ragazzina (mooolto prima dell’avvento di Instagram) ero super appassionata di fotografia e usavo gli ex fidanzati come modelli, poi sono diventata una blogger e ho dovuto iniziare a mettermi io in posa perché se scrivo di esperienze che ho vissuto mi piace anche condividerne le immagini. Ho quindi reimparato le basi della fotografia e mi sto divertendo a creare un mio stile di fotografia. Mi diverto a posare, ma anche a fare facce buffe quindi nei miei canali si trova un po’ di tutto. Credo che l’essenziale sia non prenderci troppo sul serio. A volte fotografo pure la folla di gente che fotografa cose perché è più interessante – dal punto di vista fotografico – dei luoghi in cui mi trovo!

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Questo è un punto di vista che sposo in pieno: quando non ci si prende troppo sul serio possono nascere dei piccoli capolavori (e soprattutto ci si diverte mentre si sta dietro o davanti la macchina fotografica). Tra l’altro il tuo stile mi piace molto, è fresco e nonostante il lavoro di ricerca (fondamentale quando il blog non è solo un hobby) mantiene spontaneità 😊

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  5. LaZiaRo ha detto:

    A me piace tantissimo fotografa, ma sopport poco stare dall’altra parte della macchina fotografica! Nel mio instagram, per esempio, qualche selfie e qualche foto con me presente c’è, perchè pare vada molto (specialmente se si ha un cappello in testa, se si salta, se si guarda romanticamente in lontananza, se si mostrano le chiappe…), ma non sono molti. Una cosa che a me infastidisce parecchio, sono i profilli con SEMPRE il soggetto nella foto. Mi da’ l’impressione che rovini tutte le foto! 😀 ma è una paturnia mia e spero di non offendere: ho cercato il tuo instagram, ma non l’ho trovato da nessuna parte! 😛 )

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Anche io cerco di alternare, prediligo i paesaggi, ma mi fa piacere anche comparire nelle foto (anche se non sono sempre soddisfatta del risultato 😅). Non mi hai trovato perché…non ho Instagram 😄 Per il momento non mi sono ancora lanciata nella giungla di quel social!

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  6. Ilaria Fenato ha detto:

    C’è gente che si porta il cambio di indumento per farsi le foto (posto più gettonato per questo: campi di lavanda). A me fa un po’ ridere ma non perché voglia fare la superiore ma perché so già che sarà una bellissima foto ma priva di significato. Preferisco una foto scattata al volo, con luce sbagliata e magari anche mossa ma dove si vede che ci si stava divertendo ed è spontanea. Sarà per questo che la mia preferita è la Street Photography…
    Comunque anche io ho incontrato gente in fila per farsi il selfie o la foto di rito, quella che mi fece scoppiare a ridere senza controllo fu di fronte alla Gioconda. La gente arrivava, neanche guardava il quadro, e subito selfie!! 😅😂

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Posso capire in certi casi il cambio d’abito per chi ha come lavoro primario quello di modella/influencer/blogger ad alti livelli, ma continuo a preferire la naturalezza. Non guardare nemmeno la Gioconda per concentrarsi sul selfie…come si è ridotta male l’umanità 😂

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  7. valekappa90 ha detto:

    Anche io sono un’appassionata di fotografia, e nei miei viaggi le foto sono una parte fondamentale. Adoro cercare lo scatto perfetto (e sudarmelo, un po’ come dici tu, aspettando che la gente si sposti, cercando la giusta inquadratura e la giusta luce), ma mi piacciono anche moltissimo gli scatti più spontanei, soprattutto con i soggetti umani 🙂

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  8. Lost in Destination ha detto:

    Che bell’articolo, lo condivido tutto…. dall’inizio alla fine.
    Sarà che in foto vengo malissimo, sarà che giro come una scappata di casa, sarà che preferisco la comodità all’estetica (soprattutto in viaggio), sarà che mi piace più fotografare che essere fotografata o che, quando invece mi lascio fotografare, preferisco che con me ci sia Federico… un ricordo nostro di un attimo, di un luogo, di un posto “felice” che occupi uno spazio altrettanto felice nella nostra memoria.

    Apprezzo tantissimo quanto hai scritto……… Davvero.

    Comunque un tempo le tipe in posa in stile modella mancata con i poveri fidanzati a scattare mi facevano innervosire… ora mi fanno solo molto ridere. E anche un po’ compatire…. Si stanno perdendo qualcosa di favoloso, magari, solo per un like in più… ne vale la pena?

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Esatto, bisognerebbe sempre fermarsi un attimo e chiedersi se ne valga la pena. Meglio un like in meno e una risata vera in più a fotocamera spenta. Questi spunti di riflessione li ho scritti anche un po’ per me stessa, per ricordarmi di non farmi travolgere dalla ricerca di qualcosa che in realtà non è perfetto, ma solo artefatto. Fotografare deve essere innanzitutto un piacere, così come essere fotografati. Senza assilli, ma divertendosi e pensando che anche dietro ad una foto in cui siamo venuti male c’è il ricordo felice di un viaggio fatto!

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Gli occhi chiusi sono il mio incubo 😂 Ormai Enri lo sa e mi dà praticamente il via prima di scattare in modo che non sbatta le palpebre 😂 Qualche posa ci sta, nessuno di noi è immune, basta non esagerare e non farne un’ossessione 😊

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  9. Roberta ha detto:

    Credo che Instagram abbia dato alla testa un po’ a tutti. Non sono più radicale come una volta, ma ammetto che le solite foto patinate mi sono venute a noia. Certo, il lato estetico va curato (altrimenti diventa un album di fotografie personale) ma senza ossessionarsi. Instagram, per me, è il luogo della falsa felicità. Mi pare un po’ la Disney del mondo virtuale…

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Esatto, va benissimo la cura (soprattutto per chi lavora attraverso il proprio blog), ma essere ossessionati dallo scatto perfetto rischia di farci perdere di vista quello che stiamo vivendo. Quanta gente ho visto affannarsi davanti a un tramonto per trovare il selfie migliore, dimenticandosi di contemplare realmente il panorama!

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  10. lisatrevaligie ha detto:

    Ho lavorato diversi anni in uno studio fotografico, quando ancora si stampava in camera oscura. Credo che lo scatto perfetto poteva esistere solo allora. La grandezza e la preparazione di un fotografo, di un vero fotografo, si vede proprio dalla capacità di immortalare un momento unico, con le giuste luci e la giusta densità. Quella è fotografia. Senza aiuto di filtri, di photoshop, di app per rendere la pelle perfetta e i colori nitidi. Si scattava con rigore di logica, per non sprecare rullini, per rendere perfetto un momento e immortalarlo su carta. E non avevi un altra possibilità, non avevi soprattutto alcun modo per correggere lo scatto. Quanti matrimoni… quanti eventi.. quanti paesaggi… quanti ritratti….quanti capolavori ho visto venir fuori sulla carta lucida. Rimpiango quei tempi. Ora è tutto molto finto.

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Verissimo, allora sì che si vedeva l’immensa bravura di un fotografo! Ricordo l’epoca dei rullini e quanto dovessi centellinare gli scatti. Indubbiamente ora è molto comodo poter scattare quanto e quando si vuole, però spesso si perdono la spontaneità e il piacere di scattare una foto!

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  11. antomaio65 ha detto:

    Brava Serena, bellissimo articolo. Io detesto i selfie e tutto ciò che ad essi è connesso: sorrisi finti, pose assurde e anche i “like”. Bisogna apprezzarsi per quello che si è magari con le gambe storte e il sorriso sghembo ma lo sguardo felice. Gli scatti rubati quelli veramente rubati, sono i migliori. Sempre

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  12. ithemorrighan ha detto:

    Io amo fotografare e quando viaggio vado in modalità giappo-style. Principalmente perché penso sempre che magari non tornerò più in quel posto e voglio quindi a tutti i costi avere qualche foto bella da stampare al mio ritorno. La mia nevrosi finisce qui, fortunatamente ancora non sono schiava dei like (e, lo ammetto, ne vado fiera).

    Per quanto riguarda la mia persona, sogno sempre di riuscire a fare una foto stile Ariel (versione cartone animato), su una roccia con l’onda che si infrange e manda spruzzi dietro di me… avendo come paragone la sequenza Disney è inutile dire che nessuno scatto mi soddisfa mai XD

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Anche io ho lo “scatto compulsivo”! 😂 Scatto a raffica, per essere sicura di avere immortalato tutto e poi puntualmente stampo numeri di foto da capogiro perché non so decidere quali scartare. La foto stile Ariel penso sia il sogno di molte, anche se difficilissima da riprodurre! Io ultimamente ho la fissa della foto sulla balla di fieno 😅

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  13. raffigarofalo ha detto:

    Questo post lo dovrei leggere 10 volte e forse imparare a memoria. Divento pazza per scattare la foto perfetta. E divento pazza quando scopro che le mie foto sono orrende. Così fingo che siano foto di documentazione e non devono essere belle. Ma dentro di me rosico. Ah come rosico!

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  14. unanuovameta ha detto:

    La spontaneità, nelle foto e nella vita, è sempre la parola d’ordine da seguire, e quella che regala le sensazioni migliori. Ovviamente poi cadiamo tutti nella voglia di portarci a casa uno scatto particolare che spontaneamente non potrebbe esistere, o di replicare bellissime pose viste online 😛 La ricerca di qualcosa di bello da creare a mio parere va sempre bene (anche la fotografia in fondo è un’espressione artistica no?), discorso diverso invece vale per la semplice imitazione di scatti altrui che inevitabilmente risultano privi di personalità.

    Il mio sogno di foto? Qualche scatto con le balle di fieno che ancora non sono riuscita a farmi fare! 😉

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Sai che lo scatto con le balle di fieno è anche nella mia wish list? 😊 D’accordissimo sulla ricerca di qualcosa di bello da creare, il bello della fotografia è che ognuno di noi ha la sua sensibilità e può scatenare il proprio estro!

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  15. Veronica ha detto:

    Sono d’accordo sul fatto che spesso una foto può essere ispirazione di un viaggio e può farci sognare un luogo che non pensavamo di voler visitare prima. Però non sono una di quelle a cui interessa la posa figa né voler ricreare scatti altrui. Sono più da landscape e quando mi metto in posa, lascio fare al mio fidanzato tre o quattro foto e non sempre mi piacciono ma le conservo perché sono i nostri ricordi.

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  16. Liliana navarra ha detto:

    Bel tema questo tuo post!
    Oramai il turismo vive di foto (certe volte non veritiere), immagini che devono attirare l’attenzione e far venir voglia di andarci. Questo anche il lavoro dei travel influencer.
    Io, amando i viaggi insoliti, cerco le foto dei blogger (no blog tour) che mi fanno vedere cose insolite e non le solite cartoline. 😉

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  17. Valeria ha detto:

    Intanto è inutile tentare di fare i professionisti con i cellulari in mano, e diciamocelo, in epoca di social molte foto si fanno proprio con lo smartphone, e allora sarà anche buona la risoluzione ma non c’è dietro lavoro per realizzare la foto perfetta. Poi ho l’impressione che la facilità e la gratuità delle foto digitali incida negativamente sulla “preziosità” della foto. Quando c’erano i rullini da 12/24 max36 foto, ad ogni scatto si dava valore perchè non andava sprecato, mentre oggi si è vittime di una sindrome da accumulatori seriali di foto, tanto che a volte sembra che si viaggi per fotografare tutto e conservarlo per appropriarsene per sempre.

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  18. Martina Bressan ha detto:

    Io sono molto timida, poco fotogenica, e assolutamente incapace di mettermi in posa… insomma un vero disastro. Le foto dove ci sono anch’io sono pochissime, e giusto perchè ”devo” o perchè è uno scatto ”rubato”. Mettermi in posa per me è davvero impossibile e difficile.
    Però ammiro molto chi riesce a farlo, e vedo su Instagram foto molto belle, non so se le persone in quei casi ci lavorino dietro ore, o se è ”buona la prima”.

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Non so se hai mai visto “How I met your mother”, lì c’era Barney che aveva la capacità di riuscire sempre perfetto in ogni scatto, anche quando era colto all’improvviso! 😂 Al di là della fotogenia, è bello comparire in qualche foto, a me fa piacere rivedermi in un luogo a distanza di tempo, mi riporta subito indietro con i ricordi. Da timida che ha imparato ad aprirsi ti consiglio di lasciarti andare, fare una faccia buffa e conservare lo scatto, bello o brutto che sia. Ti strapperà sempre un sorriso😊

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  19. Silvia - The Food Traveler ha detto:

    Non ho nevrosi fotografiche per il semplice motivo che le mie foto fanno mediamente schifo quindi ormai sono rassegnata all’idea 😂
    Comunque immagino il lavoro che c’è dietro allo scatto perfetto: pensa che a Coney Island c’era un povero fidanzato che ha dovuto fare praticamente un book alla ragazza in costume e pareo e con tanto di pinne e materassini sistemati “con nonchalance” ai suoi piedi…

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  20. Claudia ha detto:

    Io non amo essere fotografata ma fotografare soprattutto paesaggi ma anche animali e per me la foto perfetta è quella che, dopo averla scattata, continuo a pensarci, penso a quanto è bella e non mi viene più da fotografare nulla: tanto ormai ho la foto perfetta! Che poi intendiamoci è perfetta per me, un fotografo professionista probabilmente non la calcolerebbe minimamente.

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Sai che hai detto una cosa giustissima? “La foto è perfetta per me”. Esatto, non per un fotografo professionista, non per il “pubblico” dei social, ma dovremmo sempre scattare per noi stessi e la sensazione che ci trasmette riguardare quella foto!

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Ben venga il non seguire le mode, bravissima! Io ogni tanto ci casco (mi piacerebbe, ad esempio, la classica foto sulla balla di fieno in aperta campagna), ma questo post è un monito anche per me a non esagerare e a non farmi influenzare da quello che si vede in rete. Spontaneità prima di tutto!

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  21. Silvia ha detto:

    Ultimamente la gente si sofferma sempre di più a fare foto perfette al 100%. Penso la colpa sia anche di instagram e dei social network, dove si vedono foto sempre perfette, ma in realtà molte sono modificate con photoshop. Io di solito sono pignola sui paesaggi, per il resto come viene viene. Meglio godersi il momento che perdere tempo per fare fotografie perfette.

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Pignola anche io sui paesaggi, ma l’importante è non farsi prendere la mano. Non riuscirei mai a pianificare cosa mettere giorno per giorno per essere “intonata” al paesaggio…ho già troppe cose in valigia, meglio una foto perfetta in meno e un bagaglio meno pesante 😂

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  22. scotland4you ha detto:

    Copio e incollo tutto!!! Personalmente adoro fotografare paesaggi e ogni tanto vorrei immortalare le pesti dei miei figli che naturalmente una faccia seria non riescono mai a farla. Ma alla fine è meglio così!! Meglio una boccaccia e una faccia buffa. Sarà un ricordo simpatico da custodire per sempre. 😊

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  23. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    Che bell’articolo, condivido dalla prima all’ultima parola Serena! Più che procurarmi mal di stomaco sul posto preferisco lavorare di post produzione su ciascuno scatto (che in concreto per me significa perdere giusto due minuti a orologio per smanettare su filtri e luminosità e contrasto). Non mi lascio fotografare, proprio non mi piace e non mi fa sentire a mio agio neanche negli scatti rubati, ma proprio no! Devi sapere che ho un sensore che capta chi mi vuole fotografare di nascosto e mi parte subito il broncio, na’ roba inguardabile 😛 Posso solo provare simpatia per i poveri fidanzati e pena (in senso buono) per le mancate modelle…soprattutto quelle in pose spezzate e improbabili! 😉

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Il sensore anti- scatto rubato dev’essere un a sorta di superpotere 😂 I poveri fidanzati nei panni dei fotografi di moda fanno una gran tenerezza (ogni tanto me la fa anche mio marito quando scatta qualche foto ricordo a me 😉)

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  24. Valentina ha detto:

    Un articolo molto simpatico e anche veritiero! Anche a me piace molto fotografare ed essere fotografata e anche io sono molto pignola 🙂 Ti dico solo questo: quest’estate sono finalmente riuscita ad organizzare tre giorni in Provenza per ammirare i campi di lavanda in fiore (un sogno diventato realtà per me) e per evitare il grande caldo e le masse di turisti in mezzo ai campi che avrebbero “rovinato” i miei scatti, ho “obbligato” mia mamma, la mia compagna di viaggio durante quell’on the road in Francia, a svegliarsi presto per essere già alle 7:30/8 nei campi di lavanda a scattare foto 🙂 Per fortuna che alla fine si è divertita anche lei e svegliarsi presto non le pesa più di tanto 😉

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  25. Viaggi da Fotografare ha detto:

    Da quando ho preso in mano la prima reflex, 18 anni fa, ho sempre preferito immortalare paesaggi piuttosto che me stessa. Infatti nel mio canale ci sono 90% di foto senza nessuno. Mi rendo conto che l’elemento umano dà il senso delle proporzioni in fotografia e a volte è proprio necessario ma io proprio non riesco a sentirmi a mio agio davanti all’obiettivo. A volte mio marito per farmi una foto decente deve scattarne tipo centinaia che ridere!

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Mio marito rifugge l’obiettivo come te, se non gli dicessi: “Stai fermo lì che ti scatto una foto”, penso non comparirebbe quasi mai negli scatti 😅 Ad esempio lui fotografa pochissimo perché “tanto le fai già tu”. Io invece soffro di scatto compulsivo e quando arrivo a casa e non so quali foto scegliere, intasando gli hard disk, capisco di essermi fatta prendere la mano 😂

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  26. Jessica ha detto:

    Poveri fidanzati! Io odio esser fotografata da sola, non so dove metter le mani, né che posa assumere, e alla fine esco sempre in modalità palo. Pensa che di frequente è il mio ragazzo a dirmi: “Vuoi che ti faccia una foto? Non ce n’è nessuna tua…”. Della serie: chi ha il pane non ha i denti! 🙂
    In viaggio preferisco fotografare i paesaggi. Detesto ciò che viene immortalato per moda (wurstel compresi!). Chissenefrega dei like, io voglio solo una vagonata di ricordi! 😀
    P.S.: Anch’io soffro di scatto compulsivo, non sei sola.

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Il tuo ragazzo ti dice la stessa cosa che il dico a mio marito, che altrimenti non comparirebbe quasi mai da solo nelle foto 😊 Mi fa piacere non essere l’unica persona affetta dallo scatto compulsivo, ogni volta che torno a casa alla domanda: “Quante ne hai fatte?”, glisso clamorosamente 😂

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