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TREKKING IN LIGURIA: L’ANELLO DI MURTA E IL “TRULLO” GENOVESE

Ci sono giornate capaci di ricaricare le energie e infondere positività, lasciandosi alle spalle lo stress. Per il trekking di cui mi appresto a parlarvi, che su di me ha avuto proprio questo effetto, devo ringraziare il mio amico Fabio, improvvisatosi perfetta guida nel condurci in un’escursione panoramica percorrendo l’Anello di Murta.

L’anello di Murta: dove si trova e come arrivare

Murta è una località situata in Liguria, in provincia di Genova. Per raggiungerla dovete uscire al casello autostradale di Bolzaneto. Vi consiglio di parcheggiare proprio nei pressi della stazione ferroviaria di Bolzaneto, per poi attraversare il ponte e imboccare la strada in salita che conduce al paese di Murta, che occorrerà superare per iniziare il percorso di trekking vero e proprio.

Il paese di Murta

Trekking Anello di Murta – Il percorso

L’Anello di Murta si estende per circa 15 km, con un dislivello di oltre 600 metri. Per la durata del percorso, calcolando soste fotografiche, pranzo e andando a passo lento per godervi il panorama e la compagnia, calcolate circa sei ore totali. Noi siamo partiti alle dieci del mattino e rientrati nel pomeriggio inoltrato, facendo tutto con la massima calma.

Ci siamo ritrovati nei pressi della stazione di Bolzaneto, per poi dirigerci a piedi all’imbocco della strada che conduce alla frazione di Murta, da cui il percorso ad anello ha inizio. La parte iniziale è su strada asfaltata e si snoda lungo via alla Chiesa di Murta, attraverso l’abitato e alcune villette immerse nella quiete. Gradatamente si abbandona l’asfalto in favore delle stradine in salita, fino ad addentrarsi nel bosco vero e proprio.

La prima parte del percorso, che ha come punto saliente il Bric dei Corvi Nord percorrendo il sentiero dell’Asosto, è caratterizzata da una salita di difficoltà intermedia. Come il nostro amico ci ha suggerito saggiamente, meglio cominciare così il tragitto, in modo da avere a che fare con la discesa e un sentiero più dolce dopo pranzo. La quiete del luogo si percepisce fin dai primi passi e nel silenzio si avverte il ronzio delle api che volano operose intorno alle loro arnie. In questa primissima parte di strada, incontrerete alcune casette e i trogoli, in cui un tempo venivano lavati i panni. In primavera, inoltre, il glicine si affaccia rigoglioso dai pergolati e dai muretti, in un tripudio di profumo e sfumature di lilla.

Arnie all’inizio del sentiero ad anello

Ci si addentra così nel bosco, percorrendo un sentiero ben segnalato. Consiglio una piccola deviazione al Belvedere del Brichin di Croi, per godere di un piacevole panorama sulla vallata (alta Val Polcevera e monte Figogna).

Tornati sul sentiero, si prosegue seguendo le indicazioni per la Colla di Murta (che dista circa un’ora di cammino dal belvedere), completamente immersi nella natura. In questo tratto non ci sono particolari difficoltà da segnalare, dovrete solo godervi la passeggiata, respirare a pieni polmoni e scattare foto incantevoli agli scorci in cui si apre il bosco e al bosco stesso.

Anello di Murta – Iniziamo ad addentrarci nel bosco
anello di Murta
Panorama nei pressi dell’Asosto

Si giunge così all’Asosto di Bigiæ, una costruzione molto particolare che vi stupirà in quanto ricorda in tutto e per tutto un trullo! Il “trullo ligure” è un “asosto”, ossia un riparo, utilizzato in passato dai contadini e dai pastori, ma anche un rifugio per i pellegrini diretti al santuario della Madonna della Guardia. Oggi è possibile attestare il proprio passaggio firmando un registro collocato all’interno della costruzione.

Asosto di Bigiæ
L’Asosto di Bigiæ
Bric dei Corvi
Bric dei Corvi Nord

Potete sedervi sulla vicina panchina per godere del magnifico panorama che consente di vedere nitidamente i monti su cui sorgono i santuari della Guardia (lato nord) e della Madonna del Gazzo (lato sud). Vi consiglio di pranzare in questo punto panoramico per beneficiare della vista magnifica sulla Val Polcevera, Genova e persino sul mare!

Il Santuario visto dal Bric dei Corvi

Pochi metri più avanti potete raggiungere il punto dall’altitudine maggiore, corrispondente al Bric di Teiolo (660 metri). La seconda parte del percorso ad anello si snoda fino ad arrivare al Bric di Pria Scugente (letteralmente “pietra scivolosa”), tramite un sentiero di pietre in discesa. In realtà, questo Bric non è più visibile, inglobato dall’estendersi della vicina discarica di Scarpino, ma in questa zona la leggenda narra scivolassero le donne sterili sperando di propiziare una gravidanza (a discapito della propria incolumità).

Il panorama all’Asosto de Bigiae si estende fino al mare

La leggenda dell’abate Maggiolo e il diavolo di Murta

A proposito di leggende, il mio amico Fabio ne ha raccontata una piuttosto inquietante che riguarda l’abate Maggiolo di Murta, vissuto nella seconda metà del Settecento. L’abate Bartolomeo Maggiolo era un prete di campagna, una brava persona di origine polceverasca, non molto istruita.

All’improvviso, iniziò a comportarsi in modo strano, farneticando e soprattutto iniziando a parlare fluentemente molte lingue, tra cui il latino, il greco e il francese. Era impossibile che le avesse apprese, visto che fino a quel momento l’unica lingua a lui nota era il genovese! Ben presto si sparse la voce che l’abate fosse posseduto e diversi religiosi provarono a praticare un esorcismo, senza risultati. La leggenda narra che l’abate affermasse di essere Asmodeo, il demone che se ne sarebbe andato soltanto nel “giorno che non ha notte”.

Le sue condizioni peggiorarono, continuò ad esprimersi in lingue non note, finché Padre Becco riuscì a scacciare il demone, proprio nel giorno che non ha notte, ossia l’8 settembre, natività della Vergine. Il povero abate Maggiolo finalmente rinsavì e poté tornare alla sua semplice vita di prete di campagna. Non potremo mai sapere quanto ci sia di vero in quella storia, ma resta decisamente misteriosa…

anello di murta
Segnaletica dell’anello di Murta

La parte finale dell’anello di Murta

La parte finale del sentiero è prevalentemente in discesa, piuttosto dolce, con vista a strapiombo e dirupi che ancora una volta catturano l’obiettivo della macchina fotografica. Dalla Colla di Murta si continua a scendere, incontrando nuovamente prima il bosco e poi la strada asfaltata che riconduce in un anello perfetto all’abitato di Murta. Volendo, anziché proseguire l’anello come abbiamo fatto noi, se avete più tempo potete spingervi sino ai Piani di Praglia o a Lencisa (per i piani di Praglia considerate altre tre ore e mezzo di cammino).

La seconda parte del percorso ad anello

Anello di Murta: alcuni consigli

Vi lascio infine alcuni consigli per godervi al meglio mezza giornata all’insegna della natura e della vita all’aria aperta: in primis, portatevi abbondanti scorte di acqua (non ci sono fonti lungo il percorso, eccetto una fontana all’inizio) e crema solare per proteggervi nelle giornate di bel tempo, anche se la maggior parte del percorso è parzialmente ombreggiata.

Ricordate un sacchetto dove riporre i rifiuti, occhiali da sole e magari un cappellino, oltre all’immancabile macchina fotografica o cellulare con una buona fotocamera.

Per il resto…non vi resta che rilassarvi, dimenticare lo stress e concentrarvi sulle sensazioni che solo la natura sa regalare. In Liguria i percorsi di trekking spettacolari e particolari non mancano e confido di mostrarvene presto altri!

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7 pensieri su “TREKKING IN LIGURIA: L’ANELLO DI MURTA E IL “TRULLO” GENOVESE

  1. Silvia The Food Traveler ha detto:

    Non sapevo dell’esistenza di una versione “nordica” dei trulli! In quel contesto, con quel paesaggio, sembra l’ambientazione perfetta per una fiaba.
    La storia dell’abate è molto inquietante: per fortuna il percorso si fa di giorno perché se fosse in notturna, ogni rumore farebbe pensare al fantasma di Bartolomeo Maggiolo che si aggira tra i sentieri!

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Nonostante le mie “primavere” sono venuta a conoscenza dell’esistenza di quella particolare costruzione solo grazie ad un amico appassionato di trekking 😊 Sulla leggenda hai pienamente ragione, per fortuna l’ha raccontata in pieno giorno mentre pranzavamo nel punto più panoramico! 😅

      Piace a 1 persona

  2. Mara ha detto:

    La Liguria offre la possibilità, come nel caso di questo bellissimo anello, di vedere splendidi panorami sia di mare che in altura come sempre bellissimo articolo che fa venire voglia di andarci subito!

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  3. L'OrsaNelCarro Travel Blog ha detto:

    Eh ma quanti anelli… questa Liguria è un autentico portagioie 😉 Non sapevo che il giorno che non ha notte cadesse l’8 settembre, e io che pensavo al mitico Ladyhawke. Invece sul rito propiziatorio per la gravidanza sono morta dal ridere… perdonami 😛 Carina l’idea del registro nel trullo, quasi come un libro di vetta.
    Certi panorami sono stupendi, soprattutto quelli vista mare!

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Se ti può consolare è la stessa reazione che ho avuto il quando ho saputo del rito propiziatorio, non mi sembrava molto sensato rischiare l’osso del collo😅 Prossimamente ho in programma un trekking da vertigini, se sopravvivo ve lo racconto nel corso nel mese 🙈

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