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LIECHTENSTEIN, IL PRINCIPATO FIABESCO CHE VALE LA PENA VISITARE

Un minuscolo stato montuoso nel cuore dell’Europa, stretto tra Austria e Svizzera. Il Principato del Liechtenstein è uno di quei luoghi “leggendari” che tutti conoscono, ma sul cui suolo pochi decidono di mettere piede. Mi sono sempre chiesta se valesse la pena visitarlo, sospesa tra l’aspettativa di paesaggi simili a quelli elvetici con qualche castello svettante all’orizzonte e quella, meno allettante, di un susseguirsi di banche e finanziarie, avente come maggiore attrattiva il terzo PIL procapite al mondo.

Il Ponte dei Santi si è rivelato un’occasione propizia per toglierci la curiosità: troppo tardi per prenotare un volo senza svenarci, poco tempo a disposizione per potere effettuare un viaggio a lungo raggio… Insomma non restava che guardarsi intorno, alla ricerca di mete a portata d’auto. “E se andassimo in Liechtenstein?”, “Si può fare, ma cosa c’è da vedere in Liechtenstein?“, “Non lo so, ma qualcosa ci sarà!”. Ammetto di avere pensato che, anche se la meta si fosse rivelata deludente, almeno i miei interrogativi avrebbero avuto risposta e comunque avrei potuto aggiungere al mio elenco di Paesi visti anche quel piccolo Principato. A fare pendere l’ago della bilancia in direzione Liechtenstein, però, è stata la possibilità di inserire nell’itinerario un trekking con lama e alpaca, esperienza che si è rivelata tra le più emozionanti che abbia mai fatto!

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Liechtenstein, un Principato che vale la pena visitare

Del Liechtenstein, devo ammetterlo, sapevo molto poco: per lo più semplicemente che fosse un paradiso fiscale e che la sua Nazionale di calcio incassasse un quantitativo di goal misurabile col pallottoliere ad ogni match, tanto che nel ranking Fifa si colloca poco al di sopra delle Seychelles. Ho provato a documentarmi, scoprendo alcune curiosità di vario genere: durante la Seconda Guerra Mondiale, il Liechtenstein neutrale rischiò di essere invaso dalla Germania, ma il piano non si concretizzò. In compenso, nel 2007 un’invasione si verificò ugualmente, da parte della Svizzera e…per sbaglio! Un gruppo di soldati dell’esercito elvetico, infatti, durante un’esercitazione notturna non si accorse di avere superato il confine con tanto di fucili (scarichi). Il giorno seguente, arrivarono le scuse ufficiali della Svizzera, anche se nessuno in Liechtenstein si era accorto dell’intrusione armata!

Perché visitare il Liechtenstein?

Il Liechtenstein si è rivelato un’autentica sorpresa: se siete alla ricerca di una breve vacanza per staccare la spina, rilassarvi a contatto con la natura e respirare un senso di pace fuori dal tempo, il Principato si rivelerà la scelta perfetta! Quietepaesaggi incantevoli (davvero simili a quelli della Svizzera, con monti svettanti e prati sui quali le mucche pascolano bonariamente) e pochissimi turisti. Esattamente quello di cui avevamo bisogno! Inoltre, porterò per sempre nel cuore l’esperienza di trekking nei boschi con i lama, due ore meravigliose all’insegna del divertimento, delle coccole e del relax. Ve ne parlerò in un apposito post, perché vorrei trasmettervi tutta la dolcezza di queste splendide creature!

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Liechtenstein, il castello di Balzers

Cosa vedere in Liechtenstein? Itinerario alla scoperta del piccolo Principato

Enri ha studiato un percorso alternativo per non dover transitare sull’autostrada svizzera, visto che avrebbe avuto poco senso acquistare l’abbonamento annuale non avendo in programma di farvi ritorno nell’immediato (abbiamo fatto un tour della Svizzera, a più riprese, qualche anno fa). Eccoci così partire in piena notte e percorrere la statale da Lugano. Sonnecchiando per buona parte del viaggio, apro gli occhi poco prima del confine tra Svizzera e Liechtenstein. Nessuna dogana (i due Paesi condividono anche la stessa moneta), soltanto un cartello e due pietre con lo stemma del Fürstentum Liechtenstein ci indicano che abbiamo valicato il confine. L’avventura ha inizio!

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Il confine tra Svizzera e Liechtenstein

BALZERS – La nostra pacifica invasione comincia dalla cittadina più a sud, Balzers, che si annuncia da lontano attraverso i suoi due simboli: il castello (Burg Gutenberg) e la Jubiläumskirche. La nebbia della notte ha lasciato il posto ai primi raggi di sole del mattino, che illuminano la collina su cui si erge il castello. Lasciamo l’auto in un parcheggio gratuito e ci dirigiamo verso la chiesa. Si tratta di una costruzione recente, in stile neo romanico, ma l’esterno è molto suggestivo (l’interno, invece è piuttosto spoglio). Di fronte, le lapidi in fila di un piccolo cimitero contribuiscono a conferire un’atmosfera di pace al luogo.

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Burg Gutenberg e vigneti a Balzers

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La graziosa chiesetta di Balzers

Mentre saliamo verso il castello, costeggiando un piccolo parco giochi, il sole ormai del tutto sorto ci offre un bellissimo panorama: i vigneti ai piedi di Burg Gutenberg assumono il colore dell’oro, mentre le casette a valle somigliano ad un piccolo presepe protetto dai monti. Sulla vetta più alta si scorge il bianco della neve. Il castello non è visitabile, ma ci soffermiamo a godere della piacevole vista, mentre un gruppo di fotografi sistema i propri cavalletti per immortalare lo scenario.

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Panorama dal castello di Balzers

Le cittadine del Liechtenstein sono piuttosto raccolte e visitarle richiede poco tempo, ma il primo impatto è stato sicuramente positivo. Siamo pronti per risalire in auto e dirigerci a Vaduz.

VADUZ – La capitale del Liechtenstein è una città dall’architettura moderna e si sviluppa lungo la via dello shopping e dei musei, das Städtle. I due principali monumenti sono il Castello e la Cattedrale di San Florin. Se amate i musei, potete spaziare dal curioso Museo della Posta, alla Schatzkammer in cui è conservata una piccola parte del tesoro reale, passando per il Museo Nazionale del Liechtenstein e il Museo dello Sci.

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Il castello di Vaduz

La salita al castello avviene attraverso una stradina bene indicata, che si inerpica senza particolari difficoltà. Non è possibile visitarlo internamente, perché tuttora abitato dalla famiglia regnante, ma la passeggiata offre begli scorci sulla città e sui principali simboli, come la Casa Rossa (Rote Haus), l’abitazione più antica di Vaduz.

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Il castello in cui vive il Principe regnante

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La cattedrale di San Florin a Vaduz

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La casa rossa, uno dei simboli di Vaduz

Recuperiamo l’auto nel parcheggio coperto a pagamento in cui l’avevamo lasciata e ci rechiamo sul lungo Reno per vedere da vicino l’Alte Rheinbrücke, il vecchio ponte in legno che collega il Liechtenstein alla città svizzera di Sevelen. Si tratta dell’ultimo ponte in legno sul Reno esistente ed è lungo 135 metri.

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L’Alte Rheinbrücke, che unisce Liechtenstein e Svizzera

SCHAAN – Dopo pranzo, avendo ancora un po’ di tempo prima di raggiungere il nostro hotel di Triesenberg per il check-in e per prepararci al trekking con i lama, decidiamo di proseguire verso la cittadina di Schaan. Si tratta della città più popolosa del Liechtenstein e, come le precedenti, è la guglia della sua graziosa chiesetta a farsi notare per prima.

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La chiesetta di Schaan

Percorrendo una strada in salita, raggiungiamo la Kapelle Maria zum Trost, cappella posta in una bellissima posizione panoramica. Siamo gli unici visitatori e il silenzio intorno a noi pervade il luogo di serenità.

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Kapelle Maria zum Trost, a Schaan

Uno sguardo all’orologio ci conferma però che è giunto il momento di raggiungere il nostro hotel per posare i bagagli prima di recarci all’allevamento dei lama e degli alpaca. 🙂

TRIESENBERG – Il paesino dove abbiamo scelto di alloggiare è arroccato su una collina e si raggiunge dopo avere percorso una serie di tornanti. La vista dal nostro albergo è incantevole, nonostante sia offuscata da qualche nuvola. Montagne in lontananza e casette sparse a valle, unico rumore il rintocco periodico del grazioso campanile “a cipolla”. Il paradiso di quiete che cercavamo!

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L’arroccato paesino di Triesenberg

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La chiesa di Triesenberg

Con zainetto e scarponcini da trekking, raggiungiamo la fattoria Lama – & Alpaka Hof, dove ci aspetta una passeggiata di circa due ore in compagnia di una guida e, soprattutto, di un lama per ognuno di noi. Vi svelo una piccola anteprima fotografica di quello che sarà l’articolo dedicato a questa fantastica pet therapy in movimento! Ne sono rimasta così entusiata da volere ripetere al più presto l’esperienza.

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Io e l’adorabile Gipsy, il lama che mi ha accompagnata nei boschi di Triesenberg

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Io e Gipsy, Enri e Othello: dolcissimi lama ci accompagnano nel bosco di Triesenberg

STAUSEE (Lago di STEG) – Il mattino seguente, dopo avere visitato la chiesetta di Triesenberg e avere comprato le immancabili calamite, decidiamo di fare una sosta al lago Stau (Stausee), nella vicina località di Steg. La strada si inerpica (ancora) e la temperatura è più fresca, ma il piumino ci protegge a dovere. Il piccolo lago, nonostante la giornata nuvolosa, presenta bellissime sfumature di verde, che lasciano intuire i colori incredibili che deve mostrare quando è baciato dal sole.

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Stausee, il lago di Steg

L’unico essere umano che scorgiamo in lontananza sta armeggiando con la sua canna da pesca sull’altra sponda del lago. Ancora una volta, ce la prendiamo comoda e seguiamo l’istinto, passeggiando lungo il fiume che si getta nel lago finché qualche goccia di pioggia portata da una nuvola passeggera comincia a scendere. Risaliamo in auto e ci dirigiamo verso l’ultima località del nostro tour del Liechtenstein.

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Stausee, il lago di Steg

MALBUN – Malbun è la località sciistica più celebre del Liechtenstein e probabilmente risulta molto più affascinante in pieno inverno, quando la neve imbianca le sue piste. Trascorriamo qui poco tempo, sufficiente per un paio di scatti. Abbiamo infatti deciso di concludere la nostra breve vacanza nella vicina Svizzera, visitando Heididorf, il paese di Heidi! Salutiamo il Liechtenstein, felici che la nostra scelta “controcorrente” si sia rivelata la più felice che potessimo compiere!

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Malbun

Liechtenstein – Informazioni pratiche per organizzare il viaggio

Come arrivare? – Il Liechtenstein non dispone di un aeroporto, pertanto il miglior mezzo per raggiungerlo dall’Italia è l’auto.  Ricordate che, dovendo transitare dalla Svizzera, qualora decidiate di usufruire delle autostrade elvetiche dovrete acquistare il contrassegno autostradale (un bollino da apporre al vetro anteriore dell’auto che attualmente costa 40 franchi ed è valido dal 1 dicembre dell’anno precedente al 31 gennaio dell’anno successivo). Se volete evitare il pagamento della “vignetta” potete raggiungere il Liechtenstein da Lugano attraverso la statale. Al ritorno, abbiamo scelto di transitare dal Passo dello Spluga per una variante panoramica.

Quando andare? – La primavera è la stagione ottimale se intendete aggiungere qualche bella escursione, visto che sono presenti diversi percorsi di trekking di vario livello. In autunno i vigneti offrono begli scorci e la temperatura non è troppo fredda. Le temperature invernali ed estive sono, vista la vicinanza, molto simili a quelle svizzere.

Dove dormire? – Il Liechtenstein si estende per appena 25 km, pertanto soggiornare in una località piuttosto che un’altra è indifferente. Noi abbiamo scelto in base al prezzo (l’offerta più conveniente su Booking) e alla vicinanza con la fattoria da dove sarebbe partito il nostro trekking con i lama. Triesenberg offre un panorama davvero incantevole.

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Il Principato del Liechtenstein, un piccolo scrigno che vale una visita

Cosa mangiare? – Non abbiamo avuto modo di assaggiare molte prelibatezze, ad eccezione di un formaggio d’alpeggio di Triesenberg molto gustoso. Le specialità culinarie del Liechtenstein sono simili a quelle dei Paesi confinanti: il piatto nazionale sono i Käsknöpfle, gnocchetti al formaggio fuso, ma non mancano i grandi classici della cucina mitteleuropea (wurst, schnitzel e rösti, una sorta di bassa frittata di patate grattugiate finemente).

Quale moneta utilizzare? – La moneta del Liechtenstein è il franco svizzero (CHF), noi abbiamo cambiato una piccola somma in franchi prima di partire, utilizzando la carta  di credito in un paio di occasioni.

Souvenirs – Dai francobolli alle bandiere, i souvenirs del piccolo Principato sono particolarmente graditi proprio perché poco battuto dalle rotte turistiche tradizionali. Potete persino farvi apporre, a pagamento, un timbro sul passaporto per avere un ricordo speciale!

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35 pensieri su “LIECHTENSTEIN, IL PRINCIPATO FIABESCO CHE VALE LA PENA VISITARE

  1. Simone ha detto:

    Non immagini quante volte sono stato vicino dall’andare in Liechtenstein ma ogni volta, per un motivo o per l’altro, vi ho dovuto rinunciare. Nella realtà, questi staterelli tipo Vaticano, San marino, Gibilterra e altri, mi hanno sempre affascinato per questo loro modo di essere “Stato” senza però avere tutte le caratteristiche di uno Stato. Penso che prima o poi ci andrò, non fosse altro per depositare in gran segreto tutti i miei milioni di euro 🙂
    Simpatica la foto con Gipsy. Personalmente evito sempre foto con animali. Temo sempre che qualcuno non veda le differenze… 😉

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Anche a me affascinano i piccoli stati, forse anche perché si ha la percezione di una vita davvero a misura d’uomo, organizzata e più attenta ai bisogni dei cittadini. Gipsy è un simpaticissimo personaggio 😊Non sottovalutare le foto con gli animali, tirano fuori il meglio di noi…e i sorrisi più naturali 😉

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  2. Elena ha detto:

    Serena, che week end dalla meta inusuale, bravi! Anche io di questo luogo so poco e niente, pertanto avete fatto davvero bene ad andare in esplorazione, seppur con qualche dubbio iniziale! Non vedo l’ora di leggere dell’esperienza di…portare a spasso un lama!!!

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  3. Veronica ha detto:

    Il Liechtenstein mi affascina da sempre ma come te la domanda “che ci sarà mai di interessante?” mi ha sempre frenata, scegliendo alla fine altre mete.
    Hai scritto un articolo davvero utile e dettagliato e mi hai fatto rivalutare questo Principato.

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Ti ringrazio! Ho faticato a trovare materiale per organizzare questo piccolo tour perché se ne sente parlare pochissimo e di solito si tende a fare soltanto una breve tappa a Vaduz. Spero che il mio itinerario possa dare spunti utili a chi decidesse di visitarlo 😊

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  4. valekappa90 ha detto:

    Adoro leggere e scoprire mete così “inusuali”! E vedere quante cose belle ed interessanti ci sono! Paesaggi splendidi… Voglio fare anche io una bella fuga come la vostra, e voglio assolutamente andare a spasso con Gipsy!! ❤

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  5. Silvia - The Food Traveler ha detto:

    Sai che mi hai dato un’ottima idea per l’8 dicembre? Cade di sabato, ma di solito il mio compagno lavora di sabato ma quel giorno è in ferie, e non avendo prenotato niente, questa potrebbe essere la meta perfetta. Ora vado a vedere se per caso ci sono anche i mercatini di Natale a Vaduz in quel periodo. Temo che a fare trekking con i lama non riuscirò a convincere il mio compagno – sarà più facile corromperlo con la promessa del vin brulé 😉

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  6. Valentina ha detto:

    Sai che è la prima volta che leggo un articolo sul Liechtenstein e il tuo post mi ha incuriosito a visitare questo piccolo Paese che, sarò sincera, non ho mai preso in considerazione. Avendo il ragazzo che vive a Zurigo, potrai organizzare un weekend fuori porta in primavera 🙂 Mi hai suggerito proprio una bella meta. Conoscevo poco e niente di questo stato… per esempio non sapevo che la moneta fosse il franco svizzero o che il L. non avesse aeroporti.. Un articolo molto interessante e ricco di info, grazie 🙂

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  7. marina lo blundo ha detto:

    Ma sai che qualche anno fa ero andata in fissa per il Liechtenstein? Volevo visitarlo a tutti i costi! Poi però non se ne fece nulla e nel frattempo ho cambiato vita.
    Splendido! E per essere che si estende per soli 25 km lo avete visitato in lungo e in largo! Ottime anche le informazioni pratiche che fornisci. In un mio on the road dell’Europa non dovrà assolutamente mancare!

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    • Sognando Viaggi ha detto:

      Era una curiosità che volevamo toglierci da tempo, ma non pensavo potesse essere così grazioso! Mai fidarsi troppo di chi ti dice che non c’è nulla da vedere e magari si è fermato solo un’ora scarsa a Vaduz 😊 In un on the road in Europa, perché no? 😉

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  8. anna ha detto:

    Lo ammetto, mi attira. Mi attirava già prima di leggere l’articolo l’idea di andarci per aggiungere un altro stato alla lista degli stati europei visitati (ok, ognuno di noi ha le sue collezioni!). Dopo aver letto l’articolo devo ammettere che sono ancora più curiosa!

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  9. Lucy ha detto:

    Se mi avessero detto di un trekking con i lama in Liechtenstein avrei tacciato il narratore di alcoolismo… ma la tua foto non lascia dubbi, aspetto con ansia il post dedicato! Comunque se ci sono pochissime persone allora devo andarci assolutamente 🙂

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